A Verona la parola scritta diventa arte: la mostra «In principio» in Biblioteca Civica

Fino al 20 giugno la Biblioteca Civica ospita l’installazione realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona, un’opera che celebra la resilienza della parola

Biblioteca civica di Verona

La Biblioteca Civica di Verona si fa spazio per l’arte e la cultura condivisa, ospitando fino al 20 giugno la mostra «In principio», un’installazione collettiva nata da un laboratorio creativo condotto dagli studenti del secondo anno del biennio “Atelier Direction – Mediazione culturale dell’arte” dell’Accademia di Belle Arti statale di Verona.

La parola come roccaforte culturale

L’opera si sviluppa attorno al concetto di resilienza della parola scritta, trattata come elemento vivo e resistente, capace di attraversare il tempo e le trasformazioni sociali. Il progetto ha preso forma nell’ambito del corso di Progettazione per la pittura, guidato dalla professoressa Daniela Rosi, che ha spinto il gruppo ad approfondire il simbolismo del libro come vettore di cultura e strumento di scambio.

Non è solo una mostra, ma un’esperienza interdisciplinare che intreccia visivo e sonoro. L’installazione include infatti una traccia audio originale, elaborata a partire dagli studi su quattro grandi autori – Antonin Artaud, Dino Campana, Carmelo Bene e Demetrio Stratos – che danno voce al potere trasformativo e sperimentale del linguaggio.

Una rete di collaborazioni artistiche e sociali

Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito anche i giovani del Centro diurno Solidarietà di Vigasio e della Casa famiglia Don Calabria, in un percorso che ha messo in contatto studenti, artisti e realtà sociali. Collaborano inoltre la Mamo Educational Foundation, la libreria Il Minotauro e l’artista Alessandro Mutto, fornitori dei materiali e dei volumi usati per comporre l’opera.

Il progetto ha assunto così un significato comunitario e inclusivo, in cui il libro diventa mattoncino di cultura: le sue pagine, trasformate in blocchi di cartapesta, rievocano le rovine simboliche di Porta Leoni, antico varco di scambio culturale della Verona romana.

Un ponte tra passato e futuro

L’installazione è un omaggio alla trasmissione culturale e al potere della parola come forma d’arte. Il presidente dell’Accademia, Andrea Falsirollo, sottolinea come “l’arte e la cultura siano strumenti di resilienza e rinascita”, mentre il direttore Francesco Ronzon evidenzia il valore del libro come simbolo di dialogo tra realtà diverse.

L’opera è visitabile gratuitamente negli spazi della Biblioteca Civica fino al 20 giugno, offrendo al pubblico un’immersione emotiva e concettuale tra memoria, linguaggio e materia. Un invito a riscoprire la parola, non solo come mezzo di comunicazione, ma come corpo culturale da custodire, trasformare e tramandare.

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