Dalla corsia al palco, per suonare un messaggio di pace: domenica 8 giugno, alle 15, piazza dei Signori a Verona ospiterà la Aoui Verona Official Band, protagonista della terza edizione dell’evento “Medical Buskers”. Medici, infermieri e personale sanitario saliranno sul palco con un obiettivo preciso: promuovere la solidarietà e dire no alla guerra attraverso la musica.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione Medici per Strada, si inserisce all’interno del programma “Restiamo Umani – Verona contro la guerra”, che per due giorni trasformerà 12 piazze del centro storico in palchi a cielo aperto. Il ricavato della manifestazione sarà devoluto a Emergency, l’organizzazione fondata da Gino Strada e attiva in contesti di conflitto e povertà in tutto il mondo.
La Aoui Verona Official Band non è un semplice gruppo musicale: nata all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, è composta da medici, infermieri e personale amministrativo che condividono la passione per la musica. L’idea è nata grazie al dottor Fulvio Leopardi e al professor Leonardo Gottin, e oggi il gruppo conta 14 elementi, tra cui quattro musicisti esterni.
Con un repertorio che spazia da “Soul Man” a “Johnny B. Goode”, fino a “Sweet Home Chicago”, la band utilizza i linguaggi universali del blues e del soul per unire cultura, cura e impegno sociale. Ogni brano, ogni nota, è parte di un gesto collettivo che vuole lanciare un messaggio forte: l’umanità non deve essere dimenticata, nemmeno in tempi difficili.
L’evento vuole anche valorizzare la figura del medico e del personale sanitario come punto di riferimento per la comunità, non solo nella cura della salute fisica, ma anche nel promuovere valori di pace, coesione e solidarietà. Il connubio tra arte e medicina diventa così strumento di sensibilizzazione e partecipazione attiva.
La manifestazione rappresenta un’opportunità per il pubblico di vivere la città in modo nuovo, partecipando a una mobilitazione civile che coniuga musica, beneficenza e consapevolezza. “Restiamo Umani” non è solo un titolo: è un invito a riscoprire l’empatia, a partire dal cuore della città e dal cuore di chi ogni giorno lavora per salvare vite.