Gli accertamenti, svolti dalla Sezione investigativa scientifica dei carabinieri di Verona e dal Nucleo investigativo di Legnago, si sono concentrati in particolare su una stufa a legna presente in soggiorno e sulla relativa canna fumaria.
I rilievi tecnici nella casa sull’argine dell’Adige
L’abitazione, situata vicino all’argine del fiume Adige, è la stessa in cui Clara viveva con il nipote Mattia Nascimben e l’ex compagna di lui, Erica Chiarion: entrambi sono indagati per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere dalla Procura di Verona. A coordinare le indagini le pm Silvia Facciotti e Maria Federica Ormanni.
Gli investigatori in tuta bianca hanno esaminato con particolare attenzione la stufa e la piccola canna fumaria esterna, cercando possibili indizi utili. Altri militari hanno proseguito le ricerche nel canneto e tra le frasche retrostanti la casa, lungo l’argine, dove un testimone avrebbe riferito di aver visto Mattia aggirarsi di notte con un altro uomo nei giorni successivi alla scomparsa.
Una scena ancora presidiata dalle forze dell’ordine
Per tutta la mattinata, la via è stata chiusa e sorvegliata da una pattuglia dei carabinieri di Sanguinetto. Al termine del sopralluogo, intorno alle 13, i militari hanno lasciato l’abitazione portando con sé diversi sacchetti e una scatola contenenti reperti da analizzare. Sul posto erano presenti anche Nascimben e Chiarion, accompagnati dagli inquirenti per permettere il confronto diretto con gli ambienti della casa.
Gli elementi al vaglio della Procura
Tra i dettagli su cui si stanno concentrando le indagini, c’è anche una macchia di sangue trovata su un furgone appartenente a un uomo che aveva avuto contatti con Erica e che si trovava nei pressi della casa la sera del litigio. L’uomo, ascoltato dagli investigatori, ha minimizzato il suo ruolo, ma la figlia di Clara, Marta Nardo, ha espresso perplessità sul suo racconto.
È stata proprio Marta a denunciare la scomparsa della madre, il 14 aprile, dopo che Mattia le aveva comunicato, con giorni di ritardo, che Clara «non era in casa da un po’». La donna, presente durante il sopralluogo, non ha nascosto il suo dolore e lo sconcerto: «Non parliamo da settimane, lì dentro c’è mio figlio e io non ho più mia madre».