Dal 26 maggio al 5 giugno, oltre mille tra studenti e insegnanti sono coinvolti in una serie di iniziative concrete per sensibilizzare la comunità sul rispetto dell’ambiente e il valore della solidarietà.
Studenti protagonisti per un quartiere più pulito
Il momento culminante sarà mercoledì 5 giugno, quando quarantadue classi dell’istituto, divise in squadre coordinate da insegnanti e referenti ambientali di classe (RAC), parteciperanno a un’operazione di pulizia urbana in collaborazione con Amia e l’associazione Plasticfree. L’iniziativa vuole informare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti, rafforzando la consapevolezza sull’importanza della cura degli spazi condivisi.
Lotta allo spreco farmaceutico: un gesto concreto
Altra colonna portante del progetto è la collaborazione con il Banco Farmaceutico Onlus, con l’obiettivo di contrastare lo spreco di medicinali ancora validi. L’iniziativa non solo ha un impatto ambientale rilevante, ma porta con sé anche un forte valore etico e sociale. I farmaci raccolti – se ancora in confezione integra, con almeno 6-8 mesi di validità e conservati correttamente – verranno donati al CESAIM, il Centro Salute per Immigrati attivo a Verona dal 1993.
Dieci anni di raccolte, milioni risparmiati
Attiva dal 2015 in sinergia con Amia, l’iniziativa ha già permesso la raccolta di oltre 112.000 farmaci inutilizzati, per un risparmio di circa 2 milioni di euro in smaltimenti e costi sanitari. Una scelta che riduce i danni ambientali causati dal trattamento dei rifiuti farmaceutici e, al tempo stesso, fornisce una risorsa essenziale per chi non può permettersi le cure mediche.
Le procedure di donazione seguono un protocollo rigoroso: farmacisti volontari ispezionano i medicinali raccolti, etichettandoli come “Farmaco donato. Vietata la vendita”, e li consegnano agli enti assistenziali secondo una tracciabilità certificata dal software gestionale fornito dalla Fondazione Banco Farmaceutico.
Educazione civica che lascia il segno
L’intera “Settimana per l’Ambiente” al Galilei non si limita a informare, ma coinvolge attivamente tutta la comunità scolastica, compresi i genitori, proponendo un modello di scuola protagonista della transizione ecologica. I ragazzi, oltre a ricevere crediti formativi, diventano veri ambasciatori di buone pratiche ambientali e solidali.
Un esempio concreto di come educazione ambientale, salute pubblica e cittadinanza attiva possano intrecciarsi con successo in una proposta formativa innovativa, inclusiva e profondamente radicata nel territorio.