Rendere comprensibile ai bambini cosa accade quando un genitore si ammala di tumore è l’obiettivo di “Storia di una cellula impazzita”, il libro illustrato scritto da Elisa Sommavilla, ex paziente dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio. Dopo una diagnosi di tumore alla mammella nella primavera del 2024 e un percorso di cure durato sei mesi, l’autrice ha deciso di raccontare la sua esperienza attraverso gli occhi della figlia e con le parole adatte ai più piccoli.
Il libro, edito da Il Prato, affida alla fantasia il compito di spiegare la realtà clinica, proponendo la vicenda di Viola e della cellula Maddalena, metafora della trasformazione tumorale e del cammino terapeutico che ne consegue. Il racconto è nato dalla necessità di Elisa di rispondere con chiarezza e dolcezza alle domande delle sue bambine, rendendo meno spaventosa una situazione difficile da comprendere.
«Avevo bisogno di parole semplici ma vere per le mie figlie – ha spiegato Elisa Sommavilla –. Raccontare il tumore come una cellula malata che si comporta in modo strano ha reso tutto più affrontabile per loro e per me. Questo libro è il mio modo per aiutare chi vive qualcosa di simile».
Il progetto ha ricevuto il sostegno della Breast Unit di San Bonifacio, che ha seguito la paziente nel suo percorso. La dottoressa Marta Mandarà, responsabile dell’UOSD di Oncologia, ha sottolineato come questa iniziativa sia un esempio di come l’engagement del paziente possa contribuire alla diffusione di messaggi positivi sulla prevenzione, la cura e la guarigione. I trattamenti multidisciplinari oggi disponibili – ha aggiunto – aumentano significativamente la sopravvivenza nel tumore al seno, rendendo ancora più importante parlare apertamente della malattia.
“Storia di una cellula impazzita” è disponibile su Amazon e nelle librerie, con un valore aggiunto importante: l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto ad ANDOS (Associazione nazionale donne operate al seno), per sostenere attività di supporto e sensibilizzazione.
L’iniziativa ha ottenuto anche numerosi patrocini da associazioni del territorio, confermando il valore sociale e umano di un’opera che unisce narrazione, divulgazione e solidarietà. Un piccolo libro che diventa strumento concreto di dialogo tra adulti e bambini, in un momento in cui le parole giuste possono fare la differenza.