Vigili del fuoco sotto organico a Verona: «Interventi lenti, cittadini meno protetti»

Sindacati scrivono a Piantedosi e al Prefetto: «Dotazioni insufficienti, tempi di soccorso oltre la media. Intervenire subito per tutelare i cittadini»

Vigili del fuoco

A Verona scarseggiano i vigili del fuoco e il soccorso perde efficienza. È questo il messaggio allarmante lanciato dal Movimento Unitario del Corpo, che riunisce tutte le principali sigle sindacali di categoria (Fp Cgil, Fns Cisl, Uil Pa, Conapo, ConfSal, Apvvf) e che ora chiede al governo interventi urgenti per colmare una carenza strutturale di personale e risorse.

Secondo i dati diffusi dal sindacato, ogni turno operativo nel capoluogo scaligero risulta privo di almeno 11 unità, con un organico attivo ampiamente al di sotto degli standard richiesti. Le conseguenze sono tempi di intervento più lunghi, che a Verona raggiungono una media di 18,4 minuti, contro i 16,4 minuti del resto del Veneto.

Meno uomini, meno sedi: la città resta scoperta

Il quadro dipinto è preoccupante: su una dotazione teorica di 331 unità, Verona ne conta appena 258, e solo 244 realmente disponibili nei turni operativi. Questo comporta una carenza cronica che ricade direttamente sulla qualità e tempestività dei soccorsi.

Il confronto con il resto del Paese è impietoso: 1 vigile del fuoco ogni 3.485 residenti, contro una media nazionale di 1 ogni 2.143 abitanti. A ciò si aggiunge una distribuzione squilibrata delle sedi operative: nel Veronese ce n’è una ogni 231mila abitanti, il doppio della media nazionale.

L’area Ovest della città, compreso il Villafranchese, è completamente scoperta, mentre in zone come la Valpolicella solo recentemente si è cominciato a intervenire per garantire una copertura minima.

Un appello accorato a Roma

I rappresentanti dei lavoratori hanno deciso di rompere il silenzio con una lettera indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Prefetto Donato Cafagna e ai vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, denunciando una situazione divenuta insostenibile: «Ogni intervento complesso diventa una micro calamità – scrivono – e non riusciamo più a garantire i livelli minimi di efficienza operativa previsti dalla normativa».

Il movimento unitario chiede una straordinaria assegnazione di risorse umane, sottolineando come le prossime uscite per pensionamento peggioreranno ulteriormente lo scenario.

Una battaglia per la sicurezza collettiva

«Non stiamo chiedendo benefici per noi, ma per la sicurezza della città e dei cittadini», chiariscono i sindacati, che invitano la popolazione a prendere consapevolezza delle criticità esistenti, perché «quando mancano i numeri, ogni secondo perso può costare caro».

L’attuale situazione, se non affrontata con decisione, rischia di compromettere la capacità di reazione in caso di incendi, incidenti gravi, emergenze ambientali o industriali. La mancanza di personale non è solo un problema interno, ma un fattore che incide direttamente sul livello di protezione garantito alla cittadinanza.

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