I frati del convento di San Bernardino donano sangue e solidarietà

Tra mensa dei poveri e Centro trasfusionale, i frati della fraternità veronese uniscono fede e servizio concreto grazie ad Asfa

Donazione sangue

Un piatto caldo per chi ha fame, una sacca di sangue per chi lotta per la vita. È questo il doppio gesto di solidarietà che i frati minori del convento di San Bernardino a Verona compiono regolarmente, testimoniando una fede che si fa azione concreta. I tre religiosi sono iscritti alla sezione San Bernardino di Asfa (Associazione Donatori di Sangue San Francesco d’Assisi), realtà profondamente radicata nella storia e nella spiritualità del convento.

Frate Giuseppe Bonato, guardiano del convento, ha già effettuato 10 donazioni, mentre frate Francesco Velluto, responsabile della Mensa dei poveri, ha raggiunto quota 5. Ultimo in ordine di tempo ad aderire è frate Diego Taddei, 44 anni, arrivato da pochi mesi a Verona e già autore di 2 donazioni dal gennaio scorso.

Il sangue che diventa pane

“Il Signore è il primo che ha donato la vita per noi”, afferma frate Diego Taddei, sottolineando come la logica del dono sia per i cristiani una vera e propria chiave esistenziale. Attraverso Asfa, questa generosità assume forme tangibili: il sangue donato si trasforma in cure mediche, ma anche in pane e sostegno per chi bussa alla porta della mensa del convento.

“Non solo il dono del sangue diventa pane e viveri per la mensa, ma si traduce in altri servizi di assistenza”, spiega ancora frate Diego, evidenziando che la solidarietà non è solo rivolta agli altri, ma costituisce un gesto che cura anche chi lo compie.

Asfa, una storia francescana lunga più di 50 anni

La vocazione al dono non è nuova al convento di San Bernardino. Proprio qui, nel 1970, nacque l’Associazione Asfa, fondata da Gino Chiumenti, terziario francescano della Fraternità, con l’intuizione di unire la promozione del dono del sangue alla missione solidale.

Oggi, la Sala Morone del convento ospita ogni anno l’assemblea dell’associazione, che nel 2024 è in programma per il 23 maggio. Un momento non solo organizzativo, ma anche simbolico, che rinnova il legame tra la spiritualità francescana, la cura per il prossimo e l’impegno concreto nella società.

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