Verona a Mauthausen per l’80° anniversario: memoria e impegno contro l’indifferenza

Una delegazione di istituzioni e studenti ha partecipato alla commemorazione della liberazione del campo, testimoniando l’attualità della memoria antifascista

Jacopo Buffolo

Una delegazione ufficiale dell’ANED Verona e del Comune di Verona ha preso parte nei giorni scorsi alle commemorazioni per l’80° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Mauthausen, in Austria. Un appuntamento di profonda valenza storica, civile e politica, che ha coinvolto delegazioni provenienti da 54 Paesi e rappresentanti delle associazioni dei sopravvissuti e dei deportati di tutta Europa.

Un viaggio nella memoria condivisa

Alla trasferta ha preso parte anche una rappresentanza delle nuove generazioni, composta da membri della Consulta provinciale degli studenti, del Consiglio degli studenti dell’Università di Verona, oltre al gonfalone della città scaligera, decorata con medaglia d’oro al valor militare. Il percorso ha toccato alcuni dei sottocampi più tragici del complesso concentrazionario nazista, come Ebensee, Gusen e il castello di Hartheim: luoghi dove migliaia di italiani furono deportati, sfruttati, torturati e sterminati.

Un momento di memoria collettiva europea

La cerimonia conclusiva, svoltasi domenica, è stata la più grande commemorazione europea della liberazione dei campi nazisti. Presenti le massime autorità delle istituzioni italiane e internazionali: l’Ambasciatore italiano in Austria Giovanni Pugliese, la presidente nazionale dell’ANED Dario Venegoni, la sindaca di Firenze Sara Funaro, e per il Comune di Verona, l’assessore alle Politiche giovanili e alla Memoria storica Jacopo Buffolo, che ha preso la parola presso il monumento dedicato ai caduti italiani.

“La memoria deve renderci vigili sull’oggi”, ha detto Buffolo. “Non basta commemorare, serve riconoscere i segnali dei nuovi totalitarismi. La lezione di Umberto Eco ci ricorda che il fascismo può tornare in forme nuove, e proprio per questo non possiamo mai abbassare la guardia”.

I giovani protagonisti del ricordo attivo

Centrale nella missione veronese è stata la partecipazione attiva di studenti e studentesse, che ora si faranno portavoce nelle scuole e all’università delle riflessioni maturate. “Essere qui è stato un atto politico e di responsabilità”, ha dichiarato Irene Lupi, presidente del Consiglio studentesco dell’Università di Verona. “Ricordare serve a combattere le ingiustizie del presente. Come giovani, è nostro compito raccogliere l’eredità di chi ha lottato per la libertà”.

L’eredità dell’ANED: memoria e futuro

A sottolineare l’importanza della presenza veronese è intervenuto anche Eugenio Iafrate, vicepresidente dell’ANED Verona, che ha evidenziato come la cerimonia a Mauthausen sia anche una delle più grandi manifestazioni antifasciste d’Europa. “Non siamo qui solo per ricordare, ma per riaffermare il valore della libertà e della democrazia. La memoria è un impegno nel presente”.

Verona custode della memoria

La corona di alloro deposta in onore dei caduti italiani, insieme alla presenza delle istituzioni e delle nuove generazioni, ha rappresentato un gesto forte e simbolico. Verona conferma così il proprio ruolo attivo nella difesa e nella trasmissione della memoria storica, non come retorica del passato, ma come strumento vivo per orientare il presente e costruire un futuro più giusto e consapevole.

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