Svanita nel nulla da oltre due settimane, Clara Rossignoli – 79 anni, residente a Porto di Legnago – è al centro di un’intricata indagine che vede coinvolti carabinieri, Procura e forze della protezione civile. L’anziana è scomparsa l’11 aprile scorso, e da allora, nonostante le battute di ricerca e le verifiche tecniche, non è emerso alcun elemento che ne abbia permesso il ritrovamento o fornito una pista concreta.
La denuncia è stata presentata dalla figlia il 14 aprile, ma la donna non dava segni di disagio né aveva mai manifestato intenzioni autolesionistiche. Viveva con il nipote e altri familiari, e conduceva una vita abitudinaria, frequentando la stessa tabaccheria e lo stesso bar a Legnago.
Dalle ricostruzioni fornite dai conviventi, Clara si sarebbe allontanata volontariamente nelle prime ore del mattino dell’11 aprile. Alcuni testimoni dicono di averla vista la sera precedente. Tuttavia, le telecamere di videosorveglianza e le dichiarazioni raccolte finora non hanno prodotto riscontri concreti, né indicazioni utili per la localizzazione.
Le operazioni sono coordinate nell’ambito del piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse, attivato dalla Prefettura con la partecipazione di vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine, che hanno perlustrato anche le sponde del fiume Adige, senza risultati.
Uno degli aspetti più inquietanti è legato al telefono cellulare di Clara, che risulta spento fin dal 9 aprile, due giorni prima della scomparsa, senza aver più agganciato alcuna cella telefonica. L’assenza di tracciamento digitale ha di fatto reso le ricerche ancora più complesse, eliminando la possibilità di ricostruire gli ultimi spostamenti.
La Procura di Verona ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti, nonostante non vi siano prove dirette in tal senso. Le autorità spiegano che si tratta di un atto dovuto per ampliare il raggio investigativo e verificare ogni possibile scenario, incluse ipotesi legate a frequentazioni ritenute poco trasparenti.
Tra le piste vagliate, anche presunti rapporti affettivi e conoscenze occasionali al bar, ma nessuno tra familiari o conoscenti è stato in grado di fornire elementi concreti su eventuali relazioni o motivi che potrebbero aver spinto la donna ad allontanarsi. È stato identificato un uomo anziano della zona, indicato come possibile compagno, ma l’uomo ha negato qualsiasi relazione sentimentale.
L’analisi dei conti correnti non ha mostrato movimenti successivi alla scomparsa, e nemmeno i contatti sociali hanno evidenziato segnali preoccupanti nei giorni precedenti. Le informazioni raccolte finora risultano frammentarie e spesso contraddittorie, tanto da lasciare il caso aperto in uno stato di sospensione investigativa e psicologica per i familiari.
Nel frattempo, le ricerche restano attive, così come il fascicolo d’inchiesta, mentre la comunità locale segue con crescente preoccupazione l’evolversi della vicenda.