Allevamento nel Veronese, reati prescritti ma resta la condanna civile per maltrattamento di oltre 360 animali

Confermate in appello le responsabilità civili dei gestori e della veterinaria: la LAV chiede pene più severe per i reati contro gli animali

Nel 2016 erano stati sequestrati più di 360 animali, tra cani, cuccioli e altri esemplari zootecnici, in un allevamento di Isola della Scala. Dopo la condanna in primo grado, il processo d’appello si chiude ora con la prescrizione dei reati penali, ma resta la conferma delle responsabilità civili.

Il procedimento si è svolto il 28 aprile 2025 presso la Corte d’Appello di Venezia e riguardava Mattia e Valter Munari, titolari dello storico allevamento “Amico Cane” in provincia di Verona, e la veterinaria Daniela Monzini. I tre erano stati condannati nel 2020 dal Tribunale di Verona per maltrattamenti nei confronti di centinaia di animali. Il primo grado aveva stabilito pene detentive: un anno per Mattia Munari, otto mesi per Valter Munari e dieci mesi per la veterinaria.

Reati prescritti, ma la condanna civile resta

A distanza di anni, però, la giustizia penale ha preso un’altra direzione: i reati sono stati dichiarati estinti per decorrenza dei termini, come spesso accade nei procedimenti legati alla tutela degli animali. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ritenuto solide e fondate le motivazioni della sentenza originaria, confermando così le statuizioni civili, ovvero le conseguenze patrimoniali e morali a favore delle parti lese.

LAV (Lega Anti Vivisezione), che ha seguito il caso sin dal principio e si è occupata del ricovero e dell’affido degli animali sequestrati, ha espresso un giudizio ambivalente. «Pur dispiaciuti per la prescrizione dei reati penali – ha dichiarato Lorenza Zanaboni, vicepresidente e responsabile LAV Verona – accogliamo con favore la conferma delle responsabilità civili, che rafforza la validità dell’impianto accusatorio originario».

Le condizioni degli animali e l’intervento della LAV

Secondo quanto accertato in primo grado, gli animali erano stati sottoposti a gravi sofferenze, incompatibili con il loro benessere etologico. Mancavano cure veterinarie, igiene e condizioni di vita adeguate. Oltre 300 cani e 30 cuccioli furono ritrovati in condizioni precarie, insieme a bovini, capre, pony e avicoli, per un totale di oltre 360 animali vittime di negligenza e abusi. Tutti furono affidati alla custodia della LAV, che attraverso una rete di volontari provvide a trovare collocazione sicura in famiglie e rifugi.

Il commento della legale LAV e il richiamo alla politica

Anche l’avvocata Emanuela Pasetto, che ha seguito il caso per conto dell’associazione, ha espresso soddisfazione a metà: «L’indagine della Procura di Verona aveva portato a una sentenza esemplare. È un peccato che l’eccessiva durata dei procedimenti abbia portato alla prescrizione. Servirebbe maggiore attenzione legislativa verso la gravità dei reati a danno degli animali».

Un monito arriva infine anche sul piano normativo. A novembre 2024 la Camera dei Deputati ha approvato una proposta di riforma del codice penale in materia di reati contro gli animali, ma secondo LAV il testo necessita di miglioramenti: le pene restano troppo leggere e non impediscono che i responsabili evitino il processo o il carcere, e permangono ambiguità normative, come la non condanna esplicita dell’uso della catena come strumento coercitivo.

«Chiediamo alla Commissione Giustizia del Senato – conclude LAV – di intervenire in modo deciso per rafforzare la tutela giuridica degli animali. Le modifiche devono essere vere e incisive, altrimenti continueremo ad assistere a ingiustizie senza conseguenze concrete per chi le compie».

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Arena di Verona Olimpiadi Paraolimpiadi
Dal 21 marzo tornano le visite all’anfiteatro simbolo della città dopo gli eventi olimpici...
Guardia di finanza
Intervento a Borgo Roma dopo una segnalazione: arrestato un uomo evaso dai domiciliari...
Identificata grazie alle telecamere dopo pagamenti fraudolenti ai danni di una dipendente...

Altre notizie