A San Giovanni Lupatoto il cibo avanzato nelle mense scolastiche diventa una risorsa preziosa per chi è in difficoltà. È questo l’obiettivo di Real, acronimo di Recupero eccedenze alimentari locali, un progetto nato per dare nuova vita ai pasti non consumati nelle scuole e, in prospettiva, anche nelle mense aziendali del territorio.
Un progetto partito dalle scuole
L’iniziativa è stata avviata in fase sperimentale nella scuola primaria Giulio Ceroni, dove, in appena 11 giorni di raccolta, sono state recuperate 513 porzioni di cibo. Una media di circa 50 pasti al giorno, sottratti allo spreco e trasformati in aiuto concreto per una decina di famiglie in difficoltà.
Il recupero, confezionamento e consegna avvengono ogni giorno, nel pieno rispetto delle normative sanitarie, nella cucina di Ca’ Sorio, sede del Centro per la famiglia.
Una rete solidale in espansione
Il progetto, sottolineano le istituzioni locali, non è solo un’azione di aiuto alimentare ma anche un esempio virtuoso di rete sociale: coinvolge enti pubblici, imprese e cittadini. I pasti recuperati vengono consegnati a domicilio da sei volontari della parrocchia di Raldon, mentre altri si occupano della raccolta nelle scuole e della preparazione dei cibi.
Con il successo della fase sperimentale, è già stato deciso di estendere l’iniziativa a tutte le scuole del territorio e, in una seconda fase, anche alle mense delle aziende locali. L’obiettivo è duplice: aiutare chi ha bisogno e promuovere una cultura contro lo spreco alimentare.
Un esempio di educazione civica
Il progetto Real ha anche un’importante valenza educativa e sociale, come ha evidenziato l’assessore al sociale Maurizio Simonato: “Coinvolge persone segnalate dai servizi sociali, offrendo loro un’opportunità temporanea per riavvicinarsi al mondo del lavoro”.
Parallelamente, nelle mense scolastiche si promuove uno stile di vita sostenibile: i pasti sono preparati con alimenti biologici, si utilizzano materiali plastic free, e ai bambini è stata consegnata una sacca per portare a casa la merenda non consumata. A ricordarlo è l’assessora all’Istruzione Debora Lerin, che sottolinea come queste scelte rendano le scuole protagoniste attive di una nuova consapevolezza ambientale e sociale.