È partita da Verona la spinta verso il referendum dell’8 e 9 giugno, con un presidio promosso dal comitato referendario locale che sabato ha animato i gradini di Palazzo Barbieri. Obiettivo dichiarato: portare alle urne almeno 25 milioni di italiani, soglia indispensabile per superare il quorum e dare forza al risultato della consultazione popolare.
Il comitato sostiene cinque quesiti referendari che toccano temi cruciali per il Paese: lavoro, cittadinanza, diritti sociali e dignità. All’iniziativa hanno aderito numerose sigle, tra cui Cgil, Anpi, Sunia, Federconsumatori, Partito Democratico, Sinistra Italiana, Arci, Udu, Rete degli Studenti Medi, Comunità di Base e Movimento Non Violento, insieme a varie associazioni attive sul territorio veronese.
Una chiamata alla partecipazione
Davanti a circa 150 partecipanti, esponenti delle varie realtà promotrici si sono alternati al microfono per illustrare le ragioni del “sì” e invocare una partecipazione consapevole e attiva.
I temi al centro dei quesiti
I quesiti referendari su cui gli italiani saranno chiamati a votare riguardano diritti fondamentali e tutele sociali, dalla sicurezza sul lavoro alla condizione dei migranti, dal lavoro precario alla parità di trattamento per le donne, fino alla riforma della cittadinanza. Il comitato veronese insiste sulla valenza sociale del voto: “Votare significa cominciare a cambiare le cose”, è il messaggio lanciato con forza durante la manifestazione.
Una rete ampia e trasversale
La composizione del comitato veronese riflette una rete trasversale di realtà civiche, politiche e sindacali, unite dalla volontà di dare voce alle fasce più vulnerabili della società. Tra i promotori figurano anche organizzazioni studentesche, gruppi per la pace e i diritti umani, movimenti femministi e associazioni per la memoria storica, come l’Aned e le Donne in Nero.
Il prossimo passo: informare e coinvolgere
La campagna referendaria entra ora nella fase decisiva. Il comitato ha annunciato una serie di eventi, banchetti informativi e iniziative nei quartieri e nei comuni della provincia.