Un ponte ferroviario del secolo scorso, un argine che abbraccia il Guà e una pista ciclabile che unisce storia, natura e mobilità sostenibile. È stato ufficialmente inaugurato il 4 aprile il nuovo tratto della ciclovia Treviso-Ostiglia all’altezza di Cologna Veneta, uno dei segmenti strategici di quella che si candida a essere una delle piste ciclabili più lunghe e affascinanti del Veneto.
A presenziare l’evento, la vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti e il sindaco di Cologna Manuel Scalzotto, che hanno salutato i cicloturisti presenti con una pedalata simbolica sulla nuova rampa d’accesso alla ciclabile, che parte dalla zona sportiva e sale fino all’argine, per poi attraversare il fiume Guà sull’ex ponte della vecchia ferrovia, risalente a oltre cento anni fa.
Mobilità dolce e territorio: un investimento strategico
«L’investimento sulle ciclabili è stato uno dei più significativi nel mio mandato alle Infrastrutture», ha sottolineato Elisa De Berti. Un impegno concreto per promuovere la mobilità sostenibile, il turismo slow e la valorizzazione dei territori meno noti, in linea con le strategie regionali per il rilancio dell’entroterra veneto.
Il prossimo obiettivo? Concludere il tratto veneto della Treviso-Ostiglia fino a Cerea entro l’estate e potenziare i servizi lungo il percorso, affinché i ciclisti possano trovare punti di ristoro, assistenza e accoglienza durante il tragitto.
La Treviso-Ostiglia: una dorsale ciclabile tra due regioni
La ciclovia Treviso-Ostiglia, realizzata sull’ex tracciato della ferrovia militare dismessa nel secondo dopoguerra, rappresenta oggi una delle dorsali ciclabili più lunghe del Nord Italia, attraversando comuni, campagne, corsi d’acqua e aree naturalistiche.
Una volta completata, sarà un itinerario di oltre 100 km che collega la provincia di Treviso con quella di Verona, creando un ponte ciclabile tra Veneto ed Emilia-Romagna, in grado di intercettare un flusso crescente di cicloturisti italiani e stranieri.