Crescono sensibilmente i costi delle rette nelle case di riposo del Veneto, con un aumento medio di 295 euro rispetto al 2024 e di ben 665 euro rispetto al 2023. Secondo i dati raccolti da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, oltre 30mila anziani non autosufficienti si trovano a dover affrontare spese sempre più gravose per l’accesso ai servizi residenziali.
Il rilevamento è stato effettuato su 260 strutture (l’88,8% del totale regionale) nel periodo compreso tra dicembre 2024 e febbraio 2025, utilizzando sia fonti online che contatti diretti con i centri servizi. Il confronto tiene conto delle rette con e senza impegnativa di residenzialità, ovvero il contributo regionale destinato alla copertura parziale dei costi per i non autosufficienti.
Le cifre dell’aumento
Nel dettaglio, per l’85% degli ospiti che usufruiscono dell’impegnativa di residenzialità, il costo mensile medio è salito da:
-
1.865,10 euro nel 2023
-
a 1.895,40 euro nel 2024
-
fino a 1.919,70 euro nel 2025
Il costo giornaliero è passato da 62,17 euro a 63,99 euro in due anni.
Per coloro che non beneficiano dell’impegnativa, le spese risultano ancora più elevate:
-
2.572,20 euro nel 2023
-
2.685,60 euro nel 2024
-
2.730,90 euro nel 2025
Differenze tra province
Significative anche le variazioni territoriali:
-
Belluno presenta la spesa media giornaliera più bassa con 55,09 euro
-
Venezia è la provincia più cara con 69,59 euro
-
Seguono Padova (68,19 euro) e altre province con valori intermedi
I costi variano anche in base a diversi fattori, tra cui il tipo di camera, i servizi aggiuntivi come la lavanderia, la residenza anagrafica, lo stato di salute dell’anziano e l’Isee familiare.
Le richieste dei sindacati
Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento urgente della Regione Veneto. Le priorità indicate sono:
-
Aumento del numero di impegnative per coprire l’intera platea dei non autosufficienti, poiché attualmente il 15% rimane escluso
-
Modifica del modello unico di impegnativa, sostituendolo con un sistema graduato in base al livello di gravità
-
Riservare le impegnative più elevate alle strutture pubbliche, soprattutto per gli ospiti con alta complessità assistenziale
Le segretarie regionali Nicoletta Biancardi (Spi Cgil), Tina Cupani (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil) sottolineano come l’attuale sistema sia inadeguato e penalizzante, chiedendo un dialogo concreto con le istituzioni per affrontare un problema sociale che riguarda migliaia di famiglie.