Aviaria nel Veronese: dodici focolai negli allevamenti in un mese

Tra dicembre e gennaio, l'influenza aviaria ha colpito 12 allevamenti e 10 uccelli selvatici. Gli allevatori chiedono interventi urgenti alla Regione Veneto

Aviaria

L’influenza aviaria sta causando gravi problemi nel Veronese, dove sono stati registrati 12 focolai in allevamenti e 10 casi tra uccelli selvatici nel solo ultimo mese. La situazione, aggiornata al 14 gennaio, ha portato all’abbattimento di centinaia di migliaia di capi, mettendo in seria difficoltà il comparto avicolo della zona.

I dati dell’emergenza

Tra dicembre e gennaio, sono stati rilevati tre focolai a dicembre e nove tra il 3 e il 13 gennaio, interessando principalmente allevamenti di broiler, galline ovaiole e tacchini. Parallelamente, sono stati trovati positivi al virus 10 uccelli selvatici: sei fischioni, due aironi, un gabbiano e un germano reale. Questi dati evidenziano come il virus non stia colpendo solo gli allevamenti, ma anche la fauna selvatica, aumentando il rischio di diffusione.

Gli allevatori sono particolarmente preoccupati per le conseguenze economiche, dovendo far fronte al fermo delle attività e ai ritardi nei risarcimenti per i capi abbattuti.

Le richieste di Forza Italia alla Regione Veneto

La consigliera regionale Elisa Venturini (Forza Italia) ha scritto agli assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Federico Caner (Agricoltura e Turismo) chiedendo un intervento urgente. “La problematica desta grande preoccupazione,” ha dichiarato, sottolineando come la situazione metta a rischio la sostenibilità economica degli allevatori. Venturini propone di convocare con urgenza un tavolo tecnico con le associazioni di categoria, per ascoltare le loro istanze e individuare soluzioni concrete.

Anche il consigliere veronese Alberto Bozza si è unito all’appello, evidenziando la necessità di rivedere il sistema di gestione delle pandemie e di garantire certezze per il futuro del settore. Bozza ha inoltre sottolineato l’importanza di coinvolgere i sindaci dei territori colpiti e di investire nella formazione per prevenire future emergenze.

Le conseguenze economiche e ambientali

Il danno non si limita agli abbattimenti: le imprese colpite devono affrontare perdite economiche dirette, difficoltà nel ripristinare le attività e un mercato sempre più incerto. Le lentezze burocratiche nei risarcimenti aggravano ulteriormente la situazione, lasciando gli allevatori senza risorse per ripartire.

Dal punto di vista ambientale, la presenza del virus tra gli uccelli selvatici rappresenta un ulteriore fattore di rischio, poiché potrebbe facilitare nuovi focolai e complicare la gestione dell’emergenza.

Cosa fare per arginare l’emergenza?

Tra le possibili soluzioni suggerite:

  • Rafforzare i controlli e la prevenzione negli allevamenti e tra la fauna selvatica.
  • Velocizzare i risarcimenti per gli allevatori colpiti, garantendo una maggiore sostenibilità economica.
  • Creare un piano di gestione delle pandemie aviarie più efficace, che includa investimenti in formazione e prevenzione.
  • Istituire un dialogo diretto tra Regione, sindaci e associazioni di categoria per gestire l’emergenza in modo collaborativo.

Conclusioni

L’emergenza aviaria nel Veronese continua a destare preoccupazione, con 12 focolai registrati negli allevamenti e casi tra la fauna selvatica. Gli allevatori chiedono un intervento immediato da parte della Regione Veneto per contenere il problema, supportare economicamente le imprese colpite e prevenire la diffusione del virus in altre aree.

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