Un’operazione complessa ha portato i carabinieri di Verona a smantellare una rete di spacciatori che operava principalmente tra via Prà Molin e via Goito. L’indagine ha rivelato un metodo organizzato e creativo per la gestione della droga, che veniva nascosto in luoghi inaspettati come fessure dei muri, passaruote delle auto, grondaie e targhette in ottone sulle facciate dei palazzi . A capo della banda, composta da cinque cittadini marocchini, vi era un 43enne già noto alle forze dell’ordine, che sfruttava persino la cantina dei vicini ignari come magazzino.
Un’indagine iniziata da un incendio
Le indagini, avviate all’inizio del 2024, si sono intensificate dopo un episodio peculiare: l’incendio dell’auto del capo banda, avvenuto a marzo. L’incidente non ha solo danneggiato il veicolo, ma colpì anche la porta dell’abitazione dei vicini. Il principale indagato approfittò della situazione, offrendosi di riparare i danni ma trattenendo una copia delle chiavi della cantina. Questo gli permette di utilizzare lo spazio come deposito per oltre 650 grammi di cocaina , scoperti durante una perquisizione a maggio.
La rete criminale ei metodi di spaccio
L’indagine, che si è avvalsa anche di telecamere nascoste, ha documentato un traffico complesso di cocaina e hashish . La rete includeva il capo, la moglie, il figlio di lei e altri due connazionali. Gli altri membri si occupavano della consegna a domicilio della droga e della gestione del denaro, accumulato in somme rilevanti: oltre 4400 euro sono stati sequestrati nascosti in una scarpa del capo banda.
La banda ha effettuato oltre 400 cessioni documentate di cocaina ad alta purezza, operando come un sistema di distribuzione capillare e ben organizzato.
Il bilancio dell’operazione
L’operazione si è conclusa il 20 novembre con l’arresto dei cinque membri della banda, tutti accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso. Tre dei membri erano irregolari sul territorio italiano, e tutti sono ora detenuti nel carcere di Montorio. Gli acquirenti della droga identificata durante le indagini saranno segnalati alla Prefettura per l’applicazione delle sanzioni amministrative previste.
Nel complesso, l’indagine ha portato al sequestro di circa 800 grammi di cocaina di elevata purezza , insieme al denaro contante accumulato attraverso le attività illecite.
Un’azione decisiva contro il narcotraffico locale
L’operazione dei carabinieri dimostra la capacità di monitorare e smantellare organizzazioni criminali radicate sul territorio. Il caso ha inoltre evidenziato l’importanza di vigilare sull’uso improprio di spazi privati e pubblici, spesso sfruttati a insaputa dei proprietari per fini illeciti.rona, droga a domicilio, carabinieri Verona, cantina come deposito