Ci troviamo in un’altra epoca storica, distante pochi decenni ma profondamente diversa oggi. Era il 1° dicembre 1970 quando entrò in vigore la legge sul divorzio, segnando una svolta epocale nei diritti civili italiani. Pochi anni dopo, nel 1974, il dibattito tra sostenitori e oppositori del divorzio raggiunse il suo apice con il referendum abrogativo indetto per il 13 e 14 maggio. La partecipazione popolare fu straordinaria, con un’affluenza vicina all’88%, una cifra che testimonia l’importanza della questione per il Paese.
Il referendum, tuttavia, confermò la legge sul divorzio, che rimase in vigore. L’anno successivo, nel 1975, venne promulgata la legge n. 151 del 19 maggio, una normativa che, ispirandosi in parte alle clausole del divorzio, ridefinì profondamente il diritto di famiglia. In quegli anni il tema suscitava vivaci dibattiti, anche nelle periferie urbane, ma non impediva a tante coppie di inseguire un sogno condiviso: costruire una famiglia, crescere figli e portare avanti un progetto di vita comune. Era un periodo in cui l’idea di convivenza come alternativa al matrimonio non era ancora radicata, soprattutto nelle realtà provinciali. Oggi, invece, i matrimoni sono sempre più rari.
Celebrare quelle coppie di un tempo ha un significato profondo: esse rappresentano una società ormai quasi scomparsa, di cui però si avverte una certa nostalgia. Una società che, nonostante le sue complessità, offriva una maggiore stabilità economica e sociale.
La giornata dedicata agli sposi che hanno raggiunto le nozze d’oro e di diamante (50 e 60 anni di matrimonio), a Grezzana, inizia domenica prossima alle 9:30 con una messa nella chiesa di Santa Maria ed Elisabetta, celebrata dal parroco don Remigio Menegatti. Seguirà una cerimonia al Teatro Valpantena, durante la quale verranno consegnati una targa commemorativa e una rosa agli sposi presenti. Il tutto si concluderà con un momento conviviale alla Baita degli Alpini, per rendere omaggio a chi ha vissuto un’epoca di valori condivisi e solidi legami familiari.