Al via la seconda edizione di Festivabìlia, il festival teatrale inclusivo che porta sul palco il tema delle abilità potenziali legate alla disabilità. La manifestazione, in programma dall’8 novembre al 4 dicembre, si svolgerà tra il Teatro Camploy e gli spazi universitari di Verona. L’obiettivo principale del festival è promuovere l’inclusione, esplorando il concetto di disabilità in una prospettiva che supera i limiti fisici e sociali tradizionali. Organizzata dalla compagnia universitaria Teatro a rotelle insieme al dipartimento di Lingue e letterature straniere, l’iniziativa ha ricevuto il supporto del Comune di Verona e dell’Esu.
Un programma che valorizza inclusione e differenze
Il festival propone un ricco calendario di spettacoli ed eventi che, partendo da esperienze apparentemente distanti, stimolano una riflessione su affettività, diversità e inclusione. Il primo spettacolo della rassegna, “La difficilissima storia della vita di ciccio speranza”, verrà messo in scena venerdì 8 novembre alle ore 21 al Teatro Camploy, e sarà interpretato dalla compagnia bergamasca Les Moustaches, su testo di Alberto Fumagalli e con la regia di Ludovica D’Auria.
Giovedì 14 novembre alle ore 20.30, sempre al Camploy, andrà in scena lo spettacolo “Spazio dentro. Storia di un cortile”, un progetto di Marta Marchetti e Arianna Punzi con la regia di Simonetta De Nichilo, che coinvolgerà anche gli studenti dell’università La Sapienza di Roma.
Tra gli appuntamenti in programma, il 22 novembre alle 16.30 si terrà, nell’aula T.1 del Polo Zanotto, la proiezione del film “I mille cancelli di Filippo” di Adamo Antonacci, alla presenza del produttore Alessandro Salaorni e di Enrico Zoi, padre del protagonista del film.
Il festival si chiuderà il 4 dicembre con lo spettacolo “In principio era la rupe”, a cura della compagnia Teatro a rotelle, sotto la regia di Nicoletta Vicentini e Jana Karšaiová. Durante l’intero periodo, sarà inoltre visitabile la mostra fotografica “E tu?” allestita dal 13 novembre al 4 dicembre presso la corte centrale del polo Santa Marta: l’esposizione, curata da Rossella Terragnoli e Francesca Castagnini, si focalizza su affettività e disabilità, esplorando le emozioni e le esperienze affettive di persone con disabilità attraverso immagini di grande impatto.
Il progetto “Inclusive Humanities” e l’impegno per l’inclusività
Festivabìlia rientra nel progetto di eccellenza “Inclusive Humanities”, nato per favorire l’inclusione attraverso la didattica e la ricerca all’Università di Verona. Grazie a questo progetto, il dipartimento di Lingue ha ottenuto dal Ministero il titolo di “dipartimento di eccellenza” e un finanziamento di 6,5 milioni di euro per sviluppare iniziative che contrastino le disuguaglianze sociali e culturali.
Alla presentazione di Festivabìlia, avvenuta a Palazzo Giuliari, sono intervenuti rappresentanti istituzionali come Roberta Facchinetti, direttrice del dipartimento di Lingue e letterature straniere, e Massimo Salgaro, referente del progetto Inclusive Humanities, insieme a figure di rilievo del Comune di Verona e dell’Esu.
Teatro a rotelle: inclusione e creatività in scena
Nata nel 2016, la compagnia Teatro a rotelle unisce circa venti studenti e studentesse dell’Università di Verona, promuovendo un’idea di teatro aperto e senza barriere. Il nome “Teatro a rotelle” gioca sull’immagine delle rotelle, che oltre a richiamare la disabilità fisica rappresentano la capacità intellettiva e creativa: le “rotelle” diventano simbolo del movimento continuo della mente e della fantasia.
Festivabìlia offre spettacoli ad ingresso gratuito, con un programma che invita il pubblico a riflettere su tematiche sensibili e su una nuova visione della disabilità come abilità potenziale. Un’occasione per stimolare una comprensione più profonda delle sfide e delle potenzialità che caratterizzano le persone con disabilità.