La città di Verona e la sua provincia si preparano a vivere una settimana di sole e temperature miti, grazie all’alta pressione che si estende dall’Artico al Nordafrica, creando un ampio anticiclone che influenzerà il clima per almeno dieci giorni. Le condizioni meteorologiche resteranno stabili, con giornate soleggiate e lievi abbassamenti delle temperature nelle ore notturne, accompagnate da banchi di nebbia nelle aree più basse della pianura. Tuttavia, questa situazione di calma atmosferica porta con sé un peggioramento della qualità dell’aria, con un aumento delle polveri sottili in tutta l’area della Valpadana.
Temperature miti e il fenomeno dell’Estate di San Martino
La prima metà di novembre sarà contraddistinta da un clima stabile e asciutto, in netto contrasto con il mese di ottobre, che ha segnato livelli record di precipitazioni, il secondo più piovoso dal 1950. Durante la giornata, le temperature si manterranno elevate per la stagione, oscillando intorno ai 17-18°C, nonostante un leggero calo rispetto ai 20°C degli ultimi giorni. Questa condizione viene spesso definita come Estate di San Martino, sebbene quest’anno sia iniziata con un leggero anticipo rispetto alla festività dell’11 novembre.
Nebbia e calo termico notturno
L’alta pressione, bloccando le perturbazioni, permette un costante aumento dell’umidità nei bassi strati dell’atmosfera, favorendo la formazione di nebbie notturne e mattutine, particolarmente fitte nella Bassa veronese. Questa umidità abbassa progressivamente la temperatura del suolo, causando notti più fredde e un lieve calo delle temperature diurne di circa 2-3°C. Nonostante queste variazioni, i valori restano sopra la media stagionale, a testimonianza del continuo riscaldamento che interessa anche il mese di novembre.
Peggiora la qualità dell’aria: aumento delle polveri sottili
La stabilità atmosferica favorisce l’accumulo di polveri sottili, creando problemi per la qualità dell’aria. I valori delle PM10 hanno già superato il limite dei 50 microgrammi per metro cubo, soglia che potrebbe essere oltrepassata più volte nei prossimi giorni. Questo fenomeno è legato all’inversione termica tipica della Valpadana, che, creando uno strato di aria fredda e pesante vicino al suolo, intrappola le particelle inquinanti senza permetterne la dispersione. La situazione è aggravata dalla mancanza di venti che possano trasportare gli inquinanti verso l’alto, condizione tipica dei mesi autunnali e invernali.
Novembre sempre più caldo: un fenomeno in crescita
Come già osservato negli ultimi anni, novembre sta vivendo un riscaldamento anomalo che allunga il periodo di temperature miti in tutta Italia. Attualmente le temperature massime giornaliere a Verona si mantengono attorno ai 19-21°C, ben 5°C oltre le medie stagionali. Questa tendenza al riscaldamento non è nuova: anche negli anni passati, come nel novembre 2015 e 2014, sono state registrate temperature massime simili a quelle di ottobre. Episodi di novembre estremamente miti risalgono anche al 2004, quando le massime raggiunsero addirittura i 24°C, un valore da clima autunnale inoltrato. L’anomalia è particolarmente evidente se si pensa che in passato, in questo periodo, si sono verificati eventi di freddo intenso, come la nevicata di inizio novembre del 1980, che portò uno strato di neve di circa 5-10 centimetri su Verona e le colline circostanti.