Il Senato ha recentemente approvato un emendamento al disegno di legge Montagna che potrebbe aprire alla regolazione della popolazione dei lupi nelle aree montane, suscitando forti reazioni tra forze politiche e associazioni animaliste. L’emendamento, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra e proposto dal senatore del gruppo Per le Autonomie Meinhard Durnwalder, mira a concedere alle Regioni la facoltà di stabilire un numero massimo di lupi da abbattere annualmente, nel tentativo di mitigare gli effetti della presenza di questi predatori sul settore agricolo e zootecnico montano.
Polemica tra centrodestra e associazioni animaliste
Ribattezzata “ammazza-lupi” dall’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), la norma è stata descritta dal senatore leghista Paolo Tosato come una misura necessaria per affrontare l’incremento della popolazione dei lupi senza compromettere la conservazione della specie. Tosato ha sottolineato come la misura sia conforme alla direttiva Habitat e approvata dalla Commissione Europea, aggiungendo che altri paesi europei, come la Francia, adottano una normativa simile. Secondo Tosato, il provvedimento risponde alle pressanti richieste degli allevatori delle zone montane, dove i danni causati dai lupi mettono a rischio la sostenibilità delle attività zootecniche.
Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come il provvedimento sia importante per garantire la sicurezza delle attività agricole, soprattutto nelle zone montane. De Carlo ha infatti dichiarato che i casi di predazioni di bestiame e animali domestici da parte dei lupi sono sempre più frequenti, mettendo a rischio l’agricoltura di montagna. Il provvedimento, ha aggiunto, rappresenta un primo passo verso una gestione scientifica della popolazione di lupi, basata sui censimenti e sulle stime dei danni.
La posizione delle Regioni e il piano per il monitoraggio
Il consigliere regionale veneto di Forza Italia, Alberto Bozza, ha esortato la Regione Veneto a prepararsi con un piano di monitoraggio della popolazione dei lupi e delle loro abitudini. Secondo Bozza, mappare i branchi e studiarne i movimenti e i comportamenti predatori sarà essenziale per pianificare interventi di controllo e contenimento della popolazione, riducendo l’impatto negativo sull’economia agricola e sulla fauna locale. L’approvazione definitiva dell’emendamento è ora attesa alla Camera, dove si prevede un dibattito acceso tra sostenitori e oppositori della normativa.
Critiche degli animalisti e implicazioni future
Le associazioni animaliste, come l’ENPA, hanno espresso forte preoccupazione riguardo al provvedimento, considerandolo un rischio per la conservazione del lupo in Italia e un possibile precedente per l’autorizzazione di abbattimenti in aree protette. Queste associazioni richiedono invece l’adozione di metodi non letali per la gestione dei lupi, come l’utilizzo di recinzioni rinforzate e cani da guardia, sottolineando l’importanza della convivenza tra fauna selvatica e attività umane.