La stazione di Verona Porta Nuova è stata teatro di un nuovo arresto sabato scorso, quando la polizia ha fermato un cittadino tunisino di 54 anni, rientrato illegalmente in Italia dopo un’espulsione avvenuta l’anno precedente. L’uomo, già noto alle autorità, è stato individuato all’interno del ‘Bicipark Verona’ in piazzale XXV Aprile mentre armeggiava su una bicicletta, attirando così l’attenzione degli agenti della Polfer, affiancati dai militari del piano “Stazioni Sicure”.
Privo di documenti di identità , il cittadino tunisino ha dichiarato le proprie generalità agli agenti, che attraverso le banche dati Interforze hanno scoperto il suo precedente di espulsione. A seguito di un provvedimento emesso dal Prefetto di Verona per ragioni di pubblica sicurezza, l’uomo era stato accompagnato alla frontiera e rimpatriato lo scorso aprile, con il divieto di ritorno in Italia per almeno cinque anni, salvo un’eventuale autorizzazione del Ministero dell’Economia. ‘Interno. L’infrazione del divieto ha quindi configurato una violazione della normativa sull’immigrazione.
L’arresto è stato convalidato dal giudice durante l’udienza di rito, che ha dato anche il nulla osta per un nuovo provvedimento di espulsione. Dopo il fermo, il tunisino è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Settore Operativo della Polfer, mentre l’Ufficio Immigrazione di Verona, in collaborazione con la Direzione Centrale dell’Immigrazione, ha attivato una procedura d’urgenza per la collocazione del 54enne in un Centro di permanenza per il rimpatrio.
In tempi brevi è stato ottenuto un posto nel Centro di permanenza di Palazzo San Gervasio (PZ), dove l’uomo sarà collocato in attesa delle procedure di espulsione definitiva, decise dall’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. Questo caso evidenzia la rapidità e l’efficienza della sinergia tra le forze di polizia e le istituzioni, che attraverso il piano “Stazioni Sicure” puntano a garantire la sicurezza delle aree sensibili come le stazioni ferroviarie italiane.