L’amministrazione comunale di Verona ha rilasciato una dichiarazione dopo la tragedia avvenuta alla stazione Porta Nuova, dove Moussa Diarra, un migrante maliano di 26 anni, ha perso la vita in un drammatico scontro con un agente di polizia ferroviaria. L’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi ha sottolineato l’importanza delle indagini in corso per comprendere cosa abbia portato a un epilogo così tragico. Secondo Zivelonghi, Moussa era un giovane con un percorso di integrazione in corso, in possesso di un regolare permesso di soggiorno e un lavoro. Le autorità cercheranno di capire cosa abbia provocato un cambiamento così drammatico nel suo comportamento quella mattina.
La vicenda ha scosso profondamente la città, e l’amministrazione si è impegnata a mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della stazione e delle aree limitrofe, già critiche per la presenza di attività illecite. Zivelonghi ha inoltre evidenziato l’importanza di evitare strumentalizzazioni politiche dell’accaduto, distinguendo il caso di Moussa da altri episodi legati alla criminalità locale. Ha dichiarato che non si può banalizzare né accomunare il giovane a figure legate ad arresti recenti per droga o altre attività illegali.
Anche l’assessore alle Politiche giovanili e alle Pari opportunità Jacopo Buffolo ha espresso profondo rammarico per l’accaduto, definendolo una tragedia che ha colpito l’intera città. Buffolo ha criticato la speculazione politica che si è generata attorno alla vicenda, ribadendo che la giustizia deve fare il suo corso senza interferenze politiche. Ha sottolineato come questo episodio abbia segnato non solo la vita del giovane maliano, ma anche quella dell’agente coinvolto, la cui esistenza sarà profondamente segnata da quanto accaduto.
Un’ulteriore voce di riflessione è stata quella di Jessica Cugini, capogruppo di In Comune, che ha ricordato la volontà di Moussa di integrarsi e il dolore che provava per le difficoltà incontrate. Ha sottolineato come Moussa fosse un ragazzo benvoluto nella comunità e descritto dai suoi amici come una persona tranquilla, nonostante vivesse situazioni di marginalizzazione e disagio sociale. Cugini ha poi attaccato il linguaggio d’odio utilizzato da alcuni esponenti politici, in particolare le dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, affermando che un approccio del genere non aiuta a risolvere le divisioni sociali, ma le accentua.
Le autorità comunali attendono nuovi sviluppi dalle indagini prima di fare ulteriori dichiarazioni. Nel frattempo, prosegue il lavoro sul doppio fronte della sicurezza, con un presidio costante delle forze dell’ordine e il monitoraggio attraverso le telecamere, oltre a un piano di rivitalizzazione delle aree intorno alla stazione, in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato.