Nuova era per la cura dei tumori della vescica: urologi del Triveneto riuniti a Verona

In occasione del decimo anniversario della Direzione dell’Urologia di Legnago, esperti del Triveneto si confrontano sulle nuove tecniche per il trattamento dei tumori della vescica, con un focus particolare sull’innovazione tecnologica e il miglioramento delle cure

Pierpaolo Curti

Per celebrare il decimo anno alla guida dell’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’Ospedale Mater Salutis di Legnago, il dottor Pierpaolo Curti ha riunito a Verona i principali specialisti urologi del Triveneto. L’incontro si è svolto presso l’Aula Magna dell’ex-area Gavazzi nella Facoltà di Medicina dell’Università di Verona.

Il congresso, dal titolo “Tumori della vescica: esperienze di un’area omogenea a confronto”, ha approfondito il tema delle neoplasie della vescica, una condizione patologica ancora molto diffusa a livello globale, principalmente correlata al consumo di tabacco.

L’Associazione Triveneta di Urologia (ATU)

L’Associazione Triveneta di Urologia, attualmente presieduta dal Dott. Antonio Celia, Direttore dell’Urologia di Bassano, raccoglie la maggior parte degli specialisti urologi del Triveneto. “Noi urologi del Triveneto – afferma il dott. Curti – siamo come una grande famiglia. Molti dei nostri primari hanno studiato nelle due prestigiose Scuole Urologiche di Padova e Verona. Prima della pandemia, le riunioni dell’Associazione erano frequenti e si svolgevano regolarmente in presenza, ma negli ultimi anni ci siamo spesso dovuti adattare a incontri virtuali. Questo decimo anniversario della mia direzione a Legnago mi è sembrato l’occasione ideale per ritrovarci finalmente di persona”.

Il Congresso di Verona

Organizzato con il supporto della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università di Verona, diretta dalla professoressa Maria Angela Cerruto, e dall’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’Ospedale di Verona, guidata dal professor Alessandro Antonelli, il congresso ha messo in luce le novità nell’utilizzo delle tecnologie diagnostiche avanzate, nei protocolli terapeutici e nelle tecniche chirurgiche robot-assistite. Queste innovazioni mirano a ridurre l’impatto delle procedure chirurgiche, favorendo un rapido recupero, soprattutto nei pazienti anziani.

“La collaborazione con l’Urologia di Legnago – sottolinea la professoressa Cerruto – è particolarmente forte grazie alla possibilità per i nostri specializzandi di completare parte del loro percorso formativo proprio a Legnago”.

L’uso delle tecnologie avanzate

Il professor Antonelli ha illustrato i progressi fatti nell’ambito della chirurgia robotica all’Ospedale Confortini di Verona, spiegando come la comparazione tra le diverse piattaforme robotiche in commercio abbia permesso di identificare i punti di forza e le aree di miglioramento di queste tecnologie, che stanno rivoluzionando la chirurgia urologica, ma anche altre discipline mediche.

L’Urologia di Legnago in trasformazione

Negli ultimi dieci anni, l’Urologia di Legnago ha visto notevoli miglioramenti grazie all’introduzione di nuove tecnologie come il laser per trattamenti mini-invasivi della calcolosi urinaria e dell’ipertrofia prostatica, oltre alle tecniche video-laparoscopiche per la cura dei tumori, incluso quello della vescica.

“L’invecchiamento della popolazione ci obbliga a rivedere i nostri approcci diagnostico-terapeutici, soprattutto per i pazienti più fragili, quando si rende necessario rimuovere la vescica”, aggiunge il dottor Curti.

Il Gruppo Multidisciplinare Uro-Oncologico di Legnago

Il team multidisciplinare di Legnago, che da oltre otto anni riunisce urologi, oncologi, radiologi, radioterapisti e anatomo-patologi, è impegnato nel delicato compito di affrontare patologie complesse come il tumore alla vescica. La loro esperienza è stata una parte importante delle discussioni tenute durante il congresso di Verona.

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