Morta ricercatrice veronese durante una gita in Toscana

Una tragedia colpisce la comunità veronese: Natasha Aidoo, 30 anni, annega nel fiume Elsa. La brillante ricercatrice era vicina a completare il dottorato in sociologia alla Scuola Normale di Pisa

Natasha Aidoo, originaria del Ghana e cresciuta nel villafranchese, ha perso la vita in Toscana, annegando nel fiume Elsa durante una gita con un’amica. Il suo lavoro accademico, focalizzato su urbanistica femminista, studi di genere e identità post-coloniale, si interrompe tragicamente.

Una carriera universitaria brillante interrotta

Nata e cresciuta a Tormine, frazione di Mozzecane (Verona), Natasha Aidoo aveva sviluppato una profonda passione per la ricerca e lo studio. Dopo aver conseguito la maturità classica al liceo Enrico Medi di Villafranca, aveva proseguito il suo percorso universitario, ottenendo prima una laurea triennale in Studi internazionali all’Università di Trento e poi una magistrale in Sviluppo e cooperazione internazionale all’Università di Siena. A coronare il suo straordinario cammino accademico, Natasha stava completando un dottorato di ricerca in sociologia presso la Scuola Normale di Pisa, con un progetto dedicato all’urbanistica femminista, un approccio che esplora gli spazi urbani dal punto di vista delle donne.

Oltre a questo, Natasha era impegnata negli studi africani e di genere, ampliando il suo interesse verso la storiografia post-coloniale e le questioni di identità. A confermare il suo talento e il suo impegno, Natasha si era classificata quarta su 160 partecipanti al concorso per l’ammissione al dottorato della Scuola Normale, guadagnandosi uno dei sei posti disponibili.

La tragedia al parco fluviale

Il 31 agosto, Natasha e una sua coinquilina erano partite per una gita fuori porta al parco fluviale di Colle val d’Elsa, un luogo molto frequentato in provincia di Siena. Cercando refrigerio nelle acque del torrente Elsa, che forma vasche naturali e cascate, le due donne stavano facendo il bagno in una zona nota come “Diborrato”. Improvvisamente, Natasha è scivolata da una roccia o ha incontrato difficoltà insieme alla sua amica. Nonostante gli sforzi dei presenti per salvare entrambe, solo una delle due è stata riportata a riva. Il corpo di Natasha è stato recuperato dai vigili del fuoco solo dopo diverse ore, segnando la fine di una giornata tragica.

Il funerale e l’addio della famiglia

Dopo i necessari esami autoptici, la salma di Natasha è stata trasferita a Villafranca, dove è stato celebrato il funerale sabato scorso. La famiglia ha voluto organizzare la cerimonia nel duomo della città per permettere ad amici e conoscenti di dare un ultimo saluto alla giovane ricercatrice. Natasha lascia il padre Peter, arrivato in Italia nel 1989 dal Ghana per lavorare come metalmeccanico, e i suoi tre fratelli: Vanessa, 32 anni, studentessa e lavoratrice a Milano, Shekinah, 26 anni, e Israel, 21 anni. Un dolore immenso per una famiglia già colpita dalla perdita della madre, Hannah Esi Forson, deceduta un anno fa a causa di un tumore. Ora, madre e figlia riposano insieme nel cimitero di Mozzecane.

Una studiosa talentuosa e apprezzata

Natasha Aidoo era una ricercatrice rispettata e apprezzata nel suo campo. I docenti della Scuola Normale hanno ricordato la sua creatività e profondità di pensiero, sottolineando l’originalità delle sue idee e l’impegno costante nello studio. Vanessa, la sorella maggiore, ha raccontato come Natasha avesse ricevuto anche un premio a Siena per i suoi studi di genere, e come fosse sempre stata molto acuta nelle sue analisi. Oltre al suo impegno accademico, Natasha era anche una poetessa: uno dei suoi lavori, “Rispolvero delicatezza che profuma di cannella”, è stato pubblicato nel numero di settembre della rivista «Nido», un’opera che purtroppo lei non potrà mai vedere.

Natasha viene ricordata come una persona vivace e cortese, sempre appassionata di giustizia sociale e diritti delle persone più vulnerabili. Il suo percorso si è interrotto tragicamente, ma il suo contributo resterà vivo, con la Scuola Normale che ha deciso di pubblicare il suo lavoro di ricerca.

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1 anno fa

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