Negli ultimi mesi, il nuovo Codice della Strada proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha suscitato un acceso dibattito. Al centro delle polemiche, c’è la possibilità di eliminare le cosiddette strisce ciclabili, ovvero quelle corsie per biciclette delimitate da semplici segnalazioni sull’asfalto. La proposta, contenuta nell’articolo 8 del disegno di legge, include anche la cancellazione delle corsie condivise con i mezzi pubblici, sollevando preoccupazioni in diverse città italiane.
L’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) è stata tra le prime a evidenziare come questa misura potrebbe mettere in crisi le politiche di mobilità sostenibile adottate in molte realtà urbane. Fiab Verona, attraverso la voce del suo presidente Corrado Marastoni, ha espresso una forte preoccupazione per le conseguenze che tale provvedimento potrebbe avere a livello locale.
“Questa proposta rischia di compromettere la viabilità cittadina, creando seri problemi alla mobilità urbana“, ha dichiarato Marastoni. “Rimuovere le piste ciclabili tracciate sull’asfalto significherebbe andare controcorrente rispetto alle direttive europee, che invece puntano ad ampliare le reti ciclabili per promuovere una mobilità sostenibile“.
Marastoni ha sottolineato come, nonostante le dichiarazioni del ministro Salvini, sia improbabile che la proposta venga effettivamente approvata, citando anche la mancanza di consenso all’interno della maggioranza di governo. “Il disegno di legge procede lentamente, un segnale che indica quanto la visione su questo tema sia tutt’altro che unitaria”, ha aggiunto.
La riforma del Codice della Strada, presentata con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, sembra però trascurare aspetti fondamentali legati alla gestione del traffico urbano, come l’introduzione delle zone 30, cioè aree con un limite di velocità di 30 km/h. “Le evidenze mostrano che ridurre il limite di velocità a 30 km/h riduce significativamente i rischi in caso di incidenti, una misura che Salvini ha inspiegabilmente osteggiato”, ha osservato il presidente di Fiab Verona.
Parlando della situazione di Verona, Marastoni ha riconosciuto i progressi fatti negli ultimi anni, pur ammettendo che la città è ancora indietro rispetto ad altre realtà italiane per quanto riguarda lo sviluppo della rete ciclabile. “Negli ultimi cinque o sei anni, sono stati compiuti passi significativi grazie anche all’attuale amministrazione comunale, che ha avviato progetti per rendere i percorsi ciclabili più sicuri e integrati con il resto del sistema di trasporto urbano”, ha spiegato.
Fiab Verona, che nel 2022 ha celebrato il suo 40º anniversario, conta 1.300 soci, il che la rende la più grande sezione della federazione a livello nazionale. Nonostante la rete ciclabile cittadina sia ancora in via di sviluppo, Marastoni ha evidenziato come l’alto numero di adesioni rifletta il bisogno della popolazione di essere rappresentata e ascoltata in merito a queste problematiche.
L’associazione sarà anche protagonista della Settimana Europea della Mobilità, che si terrà a Verona dal 16 al 22 settembre 2024, un evento volto a sensibilizzare i cittadini sul tema della mobilità sostenibile.
Infine, il Codice della Strada è già stato approvato dalla Camera dei Deputati, ma con ben 449 emendamenti presentati. Se anche solo uno di questi venisse accolto, il testo dovrà tornare alla Camera per una nuova approvazione, allungando ulteriormente l’iter legislativo e lasciando aperta la possibilità che il contenuto finale possa essere profondamente modificato.