L’ufficio postale di via Vasco de Gama nel quartiere Navigatori è solo il primo di una serie di chiusure che coinvolgeranno complessivamente cinque sedi entro il 7 ottobre. Gli altri uffici interessati sono quelli di via Marco Polo a Borgo Milano, via San Nazaro a Veronetta, via Sommacampagna in zona Interporto e via Nicolini a Mizzole. Queste chiusure, mirate alla razionalizzazione e al risparmio economico, stanno suscitando numerose proteste da parte della popolazione, in particolare delle persone anziane che si affidavano a questi servizi.
La chiusura degli uffici e le conseguenze per i cittadini
Il primo ufficio postale a chiudere sarà quello di via Vasco de Gama, nel quartiere Navigatori. L’annuncio, affisso con tono perentorio all’ingresso, invita gli utenti a recarsi presso l’ufficio di piazza Bacanal a San Zeno o presso quello di via Porta Organa per le commissioni pomeridiane. La chiusura ha già provocato una mini rivolta tra i residenti, specialmente tra gli anziani, che vedono nella chiusura un’ulteriore perdita di servizi dopo quella della banca locale.
Questa chiusura non è un caso isolato: Poste Italiane ha pianificato la chiusura di altre quattro sedi entro il 7 ottobre. Questi uffici si trovano in via Marco Polo a Borgo Milano, via San Nazaro a Veronetta, via Sommacampagna in zona Interporto e via Nicolini a Mizzole. Quest’ultima chiusura sarà particolarmente problematica per i residenti della Valsquaranto, dove rimarrà operativo solo l’ufficio di Montorio.
Le reazioni e il tentativo di trovare soluzioni
Le chiusure stanno suscitando forti preoccupazioni tra i cittadini, in particolare tra coloro che non sono abituati a utilizzare i servizi online. Luigi Pisa, consigliere comunale di Forza Italia, sta raccogliendo le lamentele della popolazione, sottolineando come l’ufficio postale fosse un punto di riferimento fondamentale, soprattutto per gli anziani. Pisa ha espresso l’auspicio che l’amministrazione comunale intervenga per mantenere attiva la sede almeno per un paio di anni.
Federico Benini, assessore al decentramento, ha dichiarato di aver già avviato un dialogo con Poste Italiane per cercare di mitigare l’impatto delle chiusure. Nonostante l’impossibilità di intervenire direttamente sulle decisioni di Poste Italiane, Benini ha ottenuto la garanzia che il servizio Postamat rimarrà operativo negli uffici che saranno chiusi. Inoltre, si stanno valutando ulteriori estensioni dei servizi negli uffici che resteranno aperti, con un nuovo incontro previsto a breve.
Un processo in corso da anni
Le chiusure non rappresentano una novità assoluta per la città di Verona. Già nel 2019, l’ufficio di via Scuderlando a Borgo Roma era stato chiuso, seguito da quelli di via Arsenale a Borgo Trento e via Marsala a Valdonega nel 2020. La chiusura di questi cinque uffici, sebbene attesa, rappresenta quindi una sorta di recupero delle chiusure non avvenute negli anni precedenti.