150 anni di emigrazione italiana in Brasile: una storia di sacrifici e legami indissolubili

Scoprite come l'emigrazione italiana ha plasmato il Brasile: l'eredità culturale e sociale di milioni di connazionali

Zaia

Il 21 febbraio 1874 segna una data storica: circa 380 italiani salparono da Genova a bordo della nave “Sofia”, dando inizio a un fenomeno migratorio che avrebbe trasformato il volto del Brasile. Nei decenni successivi, milioni di italiani contribuirono in modo significativo allo sviluppo economico e culturale del Paese sudamericano, con un ruolo particolarmente rilevante svolto dagli emigranti veneti. Oggi, il Brasile ospita la più grande comunità di italo-brasiliani al mondo, con una popolazione che supera i 32 milioni di persone. Le maggiori concentrazioni di discendenti italiani, molti dei quali parlano ancora il dialetto veneto, si trovano negli stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, San Paolo e Espírito Santo.

In queste regioni, le comunità italo-brasiliane si riuniscono periodicamente per celebrare le loro radici e mantenere vive le tradizioni. Uno degli eventi più significativi è stato recentemente documentato in un video inviato da Jesusleny Gomes, brasiliana di origine veneta e veronese d’adozione, che è stata nominata ambasciatrice della prima città italiana del Brasile, Santa Teresa. In un gesto simbolico, le è stata affidata una bandiera da consegnare a Luca Zaia, rappresentante di tutti i veneti, come tributo ai sacrifici compiuti dagli emigranti italiani.

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