Come l’arte si trasforma in gioco: Verona si prepara a stupire con un Festival unico

Dal 12 al 15 settembre, Verona diventa il palcoscenico di un affascinante percorso artistico ispirato al gioco, un evento imperdibile tra arte e divertimento

Tocati Verona

In occasione di Tocatì, il rinomato festival internazionale dedicato ai giochi di strada che si terrà a Verona dal 12 al 15 settembre, la città si prepara a offrire un’esperienza unica: un percorso artistico diffuso che esplora il tema del gioco nell’arte. Dall’epoca antica al contemporaneo, passando attraverso i grandi maestri del Novecento, il progetto “Arte in Gioco” invita i visitatori a scoprire i musei veronesi sotto una nuova luce, dove allestimenti e attività sono all’insegna del divertimento.

Il dipinto “Il Giocoliere” di Antonio Donghi, realizzato nel 1936 e proveniente dalla collezione d’arte di UniCredit, rappresenta l’emblema dell’iniziativa. Attualmente esposto al Museo di Castelvecchio, l’opera dialoga con altre opere iconiche del museo, come il celebre “Ritratto di fanciullo con disegno infantile” di Giovan Francesco Caroto e la scultura del trecento che raffigura un sorridente Cangrande I della Scala. Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona, spiega che nella pittura di Donghi, che si ispirava ai grandi maestri del passato, il confine tra realtà e finzione si assottiglia, creando un affascinante gioco di prestigio che allude alla precarietà della condizione umana, sempre in bilico e soggetta alle regole del destino.

Il Museo Archeologico Nazionale offrirà un viaggio nel tempo, esplorando i giochi praticati nell’antichità attraverso reperti storici, mentre i visitatori potranno cimentarsi in prima persona con giochi millenari. Al Teatro Romano, l’opera “Cavalli e Gladiatori” di Giorgio De Chirico interagirà con i mosaici circensi, creando un dialogo tra arte e storia.

Il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle metterà in risalto il tema del gioco come metafora dell’amore, esponendo “Marte e Venere che giocano a scacchi” del Padovanino. Al contempo, la Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo presenterà un dipinto fiammingo che raffigura un uomo e una donna intenti a sfidarsi a “tavola reale”, l’antico gioco oggi conosciuto come backgammon. Anche qui, i visitatori avranno la possibilità di mettersi alla prova con uno dei giochi più antichi della storia.

Al Museo di Storia Naturale, il gioco verrà esplorato come strumento di socializzazione e apprendimento per gli animali. Invece, presso l’Università degli Studi di Verona e la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, i partecipanti potranno indagare le connessioni tra il gioco e l’arte contemporanea. Il Museo di Arte Africana, infine, esporrà giochi e giocattoli creati con materiali naturali e di recupero, tra cui un teatrino kamishibai in legno, pronto a prendere vita grazie all’intervento dei visitatori.

L’evento sarà arricchito da visite guidate a tema, laboratori interattivi e altre attività che renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente. A Palazzo Maffei, per esempio, i partecipanti potranno cimentarsi con le antiche tecniche di stampa, inseguendo la famosa “Grande Onda” di Hokusai, mentre alla Fondazione E.ART.H., la carta diventerà protagonista come mezzo creativo in un contesto ludico e artistico.

Dal 12 al 15 settembre, Verona invita tutti a giocare con l’arte in un evento che promette di stupire e divertire, fondendo storia, cultura e creatività in un’esperienza senza precedenti.

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