Verona chiede la sua antimafia: la lotta contro la criminalità organizzata in una nuova fase

La proposta di attivare una sezione antimafia a Verona mira a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata, non a indebolire Venezia

Operatori antimafia

La proposta di istituire una sezione antimafia anche a Verona non è intesa a indebolire l’antimafia di Venezia, bensì a potenziare ulteriormente la lotta contro la criminalità organizzata. Questo è il messaggio che emerge chiaramente dalla risposta del territorio veronese all’intervento del procuratore di Venezia, Bruno Cherchi, durante la sua audizione in commissione parlamentare antimafia.

La scorsa settimana, Cherchi ha espresso la sua contrarietà alla richiesta dei sindaci della provincia di Verona di attivare una sezione della Direzione distrettuale antimafia (Dda) e della Direzione investigativa antimafia (Dia) nel capoluogo scaligero. Secondo Cherchi, tale mossa indebolirebbe una già fragile procura distrettuale di Venezia, affermando che il problema non risiede nella sede dell’antimafia, ma nella disponibilità di risorse umane e tecnologiche adeguate.

In risposta a questa posizione, l’amministrazione comunale di Verona, sostenuta dall’associazione Avviso Pubblico, ha diffuso un lungo messaggio. “La nostra richiesta riflette le istanze espresse dal territorio nei mesi scorsi, come evidenziato in atti ufficiali, dal procuratore cittadino, dal mondo imprenditoriale e dalle forze di polizia locali” hanno spiegato i rappresentanti del Comune di Verona e Avviso Pubblico. “L’ampiezza e l’importanza di queste istanze sono dimostrate dalla sottoscrizione unanime di tutti i 98 comuni della provincia, senza distinzione politica. È responsabilità delle istituzioni dare loro ascolto e voce”.

“L’obiettivo della nostra richiesta, animata da uno spirito di collaborazione istituzionale, è il potenziamento del presidio di legalità sul territorio, non certo indebolire l’azione della Dda di Venezia e della Dia di Padova, che ringraziamo per il loro prezioso lavoro” hanno aggiunto da Palazzo Barbieri. “La nostra proposta mira a rafforzare le risorse disponibili, potenziando la presenza a Verona. Dopo anni di negazione della presenza mafiosa, tutti i sindaci della provincia di Verona hanno dimostrato consapevolezza del fenomeno, riconoscendolo come una minaccia attuale per la sicurezza, l’economia e la democrazia locali. La proposta è stata avanzata unanimemente e le istituzioni competenti sono chiamate a valutarla. Indipendentemente dalla decisione finale, è chiaro che l’azione della magistratura e delle forze di polizia a Verona necessita di essere rafforzata, insieme al personale amministrativo e ai mezzi di supporto. La tecnologia è fondamentale per le indagini e lo scambio di informazioni, ma è altrettanto essenziale avere personale qualificato sul campo. Più si è vicini al problema, meglio lo si comprende e si interviene tempestivamente”.

A tal proposito, c’è già stato un incontro positivo con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e si attende una risposta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Ci auguriamo che questa risposta arrivi presto e invitiamo il ministro a Verona per un confronto diretto con le autorità locali e provinciali” hanno concluso il Comune di Verona e Avviso Pubblico. “Accogliamo con favore l’annuncio della prossima visita in Veneto e a Verona di una delegazione della commissione parlamentare antimafia, con la quale avremo l’opportunità di discutere dettagliatamente le motivazioni della nostra richiesta per una sezione della Dda e della Dia a Verona”.

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