Di giorno, rimangono solo gli oggetti: coperte e cartoni ripiegati, qualche indumento o un paio di scarpe negli angoli più nascosti. Nei cespugli, sporcizia, rimasugli di cibo e vestiti, sacchi neri con oggetti personali. Diverse aree della città sono interessate, inclusi il centro storico e zone limitrofe.
Bivacchi di fortuna si trovano vicino ai monumenti, in spazi pubblici e privati che di notte diventano rifugi per chi non ha un posto dove dormire. Vicino a piazza Erbe, si trovano giacigli in Cortile del Tribunale e dietro la Domus Mercatorum. Spostandosi oltre la Ztl, ci sono bivacchi in via Del Pontiere e dietro la Tomba di Giulietta negli ex edifici erariali, nella chiesa di San Domenico Savio e nei giardini Pradaval. La zona di Porta Vescovo, dentro e fuori le Mura, è attiva anche di giorno, così come i giardini Baden Powell e gli spazi dell’ex Caserma Santa Marta in via Campofiore. San Giorgio e le vicine scuole medie Catullo offrono posti letto di pietra utilizzati tutto l’anno.
Paolo Fraizzoli, presidente della Comunità dei Giovani, ci accompagna in questo viaggio. La Comunità dei Giovani gestisce l’Unità di Strada per il Comune, collaborando con Regione Veneto e Ulss 9 su marginalità, dipendenze e immigrazione. Alcune zone della città antica, e altre aree centrali, sono considerate troppo pericolose per le associazioni del Terzo settore. L’area Tiberghien e alcune zone private a Verona Sud, come le ex piscine Lido, tra i bastioni di San Zeno e viale Galliano, sono frequentate da persone con problemi di dipendenza.
Chi vive in queste situazioni è vario: italiani e stranieri, giovani e anziani, principalmente maschi ma anche femmine. Molti sono emarginati da anni e rifiutano i dormitori. Fraizzoli spiega che la situazione veronese è meno critica rispetto a Firenze, Bologna o Torino, ma ci sono casi emblematici come via Anfiteatro, dove il numero di senzatetto è in aumento.
Un problema crescente riguarda i giovani minorenni o neo-diciottenni di origine magrebina, che vivono per strada, spesso coinvolti in spaccio e piccoli furti, abusando di droghe e alcol. Questo fenomeno preoccupa gli operatori sociali per i problemi di ordine pubblico che causa in aree come la stazione, Pradaval e Cittadella.
Fraizzoli riflette su come affrontare questa piaga sociale e di sicurezza: «Le nostre risorse sono limitate, sarebbe opportuno aprire un tavolo di discussione con tutte le parti coinvolte». Tuttavia, non può essere un’imposizione, ma una soluzione condivisa.