Erika è morta per annegamento: trovati i vestiti sulle sponde del Tione

L'autopsia ha confermato la causa della morte, ma per i risultati del tossicologico servirà ancora un po' di tempo

Sala autopsia

È morta per annegamento Erika Boldi, la ragazza di 26 anni di San Martino dell’Argine, il cui corpo è stato recuperato domenica 7 luglio alle griglie del fiume Tartaro, a Vigasio. L’autopsia, eseguita dal medico legale Federica Bortolotti, alla presenza del perito di parte nominato dalla famiglia, ha stabilito la causa della morte. Tuttavia, per conoscere il risultato del test tossicologico sarà necessario attendere ancora qualche giorno.

Questo primo responso sembra allontanare l’ipotesi del coinvolgimento di altre persone nella morte della giovane, dato che sul corpo non sono stati riscontrati particolari segni di violenza. Le indagini dei carabinieri della sezione investigativo-scientifica di Verona, coordinate dal tenente colonnello Stefano Mazzanti, continuano per ricostruire le ultime ore di vita della 26enne.

Sulle sponde del Tione, nella zona di via Messedaglia, sono stati trovati gli abiti di Erika, poco lontano dall’ultimo bar in cui è stata vista. I vestiti erano buttati a terra, ma abbastanza vicini tra loro, suggerendo che sia stata lei stessa a toglierli. Questo potrebbe indicare che la giovane si sia immersa volontariamente nel corso d’acqua per rinfrescarsi, anche se non si esclude un gesto estremo o una caduta accidentale.

Le telecamere cittadine, i cui filmati sono stati esaminati dalle forze dell’ordine, mostrano Erika ancora in vita nella zona del Tione alle 3 del mattino. In precedenza, era stata ripresa dalle telecamere di un bar: quella sera, la giovane potrebbe averne frequentati più di uno. Secondo il racconto di un barman, Erika era in compagnia di un’amica e sembravano entrambe alterate, ma ad un certo punto avrebbero litigato ed Erika se ne sarebbe andata da sola.

Erika aveva gravi problemi di tossicodipendenza da qualche anno, ma la madre ha raccontato al Corriere della Sera che la figlia stava intraprendendo un percorso di recupero e non aveva mai manifestato propositi suicidi.

La situazione resta complessa e gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni aspetto della vicenda. La corrente del Tione, che confluisce nel Tartaro, potrebbe aver trascinato il corpo della giovane fino a Vigasio, ma resta da chiarire come e perché Erika sia finita nell’acqua quella notte.

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