L’ex campione di surf, Chico Forti, è accusato di aver chiesto di contattare membri della ‘ndrangheta per “mettere a tacere” Marco Travaglio, Selvaggia Lucarelli e una terza persona. Le accuse sono ancora da verificare.
Dal carcere di Verona, Chico Forti avrebbe chiesto a un detenuto di contattare qualcuno affiliato alla ‘ndrangheta per intimidire i giornalisti Marco Travaglio, Selvaggia Lucarelli e un’altra persona. Secondo il Fatto Quotidiano, le accuse provengono da un detenuto che avrebbe confidato queste informazioni a un dipendente del carcere. Forti avrebbe promesso futuri favori in cambio di questo “servizio”. Il dipendente ha poi avvisato Travaglio, che ha informato i pubblici ministeri.
La Procura di Verona ha confermato l’apertura di un fascicolo contro ignoti e senza ipotesi di reato. Raffaele Tito, capo della Procura, ha dichiarato al Corriere della Sera: «Confermo l’indagine, abbiamo già avvertito le istituzioni e sentito tutti i possibili protagonisti. Per noi naturalmente non è una fesseria ma non aggiungo altro». Le accuse contro Forti sono ancora da verificare.
Le presunte confidenze sono state rivelate da un detenuto del carcere di Montorio, a cui Forti avrebbe chiesto di contattare membri della ‘ndrangheta per intimidire i giornalisti del Fatto. Un altro detenuto avrebbe assistito alla conversazione e entrambi sono stati sentiti dalla Procura.
Il motivo delle presunte minacce potrebbe essere collegato alla posizione critica del Fatto Quotidiano sulla vicenda processuale di Forti. All’indomani del rientro di Forti in Italia, il giornale diretto da Travaglio ha pubblicato un titolo eloquente: “Benvenuto assassino”. Il Fatto criticava la decisione della premier Giorgia Meloni di accogliere personalmente Forti al suo rientro in Italia.
Proprio una brava personcina da andare a accogliere in pompa magna come un eroe in aeroporto!