L’inchiesta “Nessun dorma” di Report ha portato alla luce i presunti legami tra la politica locale di Verona e la ‘ndrangheta, evidenziando come il malaffare si sia insinuato negli appalti per gli spettacoli dell’Arena. L’Antimafia di Venezia sta indagando sui guadagni illeciti ottenuti tramite il montaggio e lo smontaggio delle scenografie, coinvolgendo 19 indagati dopo i primi quattro arresti.
La trasmissione di Rai 3, andata in onda il 23 giugno, ha ricostruito i dettagli delle indagini. Al centro dell’inchiesta firmata da Andrea Tornago e Walter Molino c’è l’imprenditore Giorgio Chiavegato e la sua azienda Eurocompany, che per anni ha gestito gli appalti per l’Arena di Verona. Le accuse contro Chiavegato includono false fatturazioni, utilizzate per il riciclaggio di denaro sporco.
Un collaboratore di giustizia, Domenico Mercurio, ha fornito dettagli cruciali sugli illeciti e i legami con la politica. Mercurio ha dichiarato di aver fornito fatture gonfiate a Chiavegato, ricevendo bonifici che poi restituiva in contanti. Ha affermato che ogni mese consegnava 150mila euro in una busta a Chiavegato, che divideva il denaro destinando il 25% alle campagne elettorali per conto di Flavio Tosi. Il resto del denaro veniva distribuito tra Chiavegato, i politici locali che truccavano le gare d’appalto e i membri della criminalità organizzata, tra cui Elio Nicito e Casali.
Tosi, intervistato da Report, ha risposto con dure accuse: «Siete diffamatori seriali. Inventate notizie, praticamente tutto quello che diffondete è falso, fazioso e di parte». Anche Nicito e Casali hanno risposto in modo evasivo alle domande degli inviati di Report.