La campagna “Operazione Fiumi” di Legambiente Veneto ha fatto tappa a San Giovanni Lupatoto, portando alla luce preoccupanti condizioni del fiume Adige. L’inquinamento e le attività umane stanno causando uno stress significativo all’ecosistema fluviale. Il supporto tecnico di Arpav, il contributo di Coop Alleanza 3.0 e i patrocini dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, insieme al partner tecnico Strada, sono stati cruciali per questa iniziativa.
Campioni di acqua rivelano preoccupanti livelli di inquinamento
Legambiente ha prelevato campioni d’acqua in sette punti dell’Adige, tre dei quali nella provincia di Verona. I parametri analizzati includono la presenza di escherichia coli, glifosate e Pfas. I dati preliminari mostrano livelli preoccupanti di escherichia coli, con due campioni che superano i 5.000 mpn ogni 100 millilitri d’acqua, soglia consigliata per gli scarichi. Le violazioni sono state registrate a Zevio e alla foce a Rosolina. Solo due dei sette campionamenti mostrano valori inferiori a 1.000 mpn/100ml, soglia oltre la quale si considerano restrizioni per uso irriguo.
Il maltempo e l’attività antropica aggravano lo stato del fiume
Giulia Bacchiega, vicepresidente di Legambiente Veneto, ha evidenziato che l’Adige è sotto stress idrogeologico da oltre 70 giorni a causa di eccezionali precipitazioni. Questa situazione esacerba il già precario stato morfologico del fiume, riducendo la capacità di assorbire e far defluire le acque in caso di piena. Questo comporta un eccessivo stress sugli impianti di depurazione, che non riescono a purificare efficacemente le acque dagli scarichi civili e industriali.
Necessità di interventi di rinaturalizzazione
Bacchiega ha sottolineato la necessità di una maggiore attenzione allo stato morfologico dell’Adige. La rinaturalizzazione del medio corso del fiume potrebbe essere un passo decisivo per migliorare la sua condizione. Oltre al maltempo, la pressione antropica è particolarmente intensa nel tratto veronese, soprattutto nelle aree di Zevio e San Giovanni Lupatoto.
Problemi infrastrutturali e progetti controversi
Maurizio Malvestio del circolo di Legambiente Medio Adige ha espresso preoccupazione per l’impermeabilizzazione del territorio. Un ulteriore polo logistico a Campagnola di Zevio potrebbe sottrarre 12.7 ettari di suolo vergine, compromettendo ulteriormente l’ecosistema. Il Tar del Veneto aveva annullato l’iter autorizzativo, ma oggi la costruzione del polo potrebbe ricevere via libera grazie alle “compensazioni ambientali” proposte dal costruttore, decisione ritenuta inadeguata da Legambiente.
Conclusione
L’Adige è sotto stress a causa di una combinazione di fattori naturali e antropici. È necessaria una gestione più sostenibile e interventi di rinaturalizzazione per preservare l’ecosistema fluviale. Le iniziative di Legambiente Veneto e il monitoraggio continuo sono passi fondamentali per affrontare queste sfide.