Il Veneto registra una marcata diminuzione delle morti sul lavoro nei primi tre mesi del 2024, con un totale di 7 decessi contro i 20 dello stesso periodo dell’anno precedente, segnando un decremento del 65%. Anche le denunce di infortuni complessivi hanno mostrato un calo dell’1,1%, attestandosi a 17.195. Questi dati sono stati rivelati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che monitora la situazione regionale.
Verona e Padova sono state le province con il maggior numero di infortuni mortali, registrando ciascuna due casi. Le restanti morti si distribuiscono tra le province di Belluno, Treviso e Vicenza. Il presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, ha sottolineato l’importanza di questi risultati, indicando che l’incidenza di mortalità in Veneto è molto inferiore alla media nazionale, che ammonta a 6,4 morti per milione di occupati.
L’analisi dettagliata mostra che la provincia di Belluno presenta l’incidenza più alta di morti sul lavoro, con un tasso di 11,1 per milione di occupati, mentre le altre province mostrano tassi significativamente più bassi. Complessivamente, la distribuzione delle vittime include sia incidenti in occasione di lavoro che in itinere.
Nel contesto nazionale, il Veneto contribuisce con l’11,8% delle denunce di infortunio, con un leggero decremento rispetto al 2023, che va contro la tendenza nazionale che ha visto un lieve aumento. Tra i settori più colpiti, le attività manifatturiere si collocano al primo posto con 3.067 denunce, seguite da costruzioni, commercio, trasporti e magazzinaggio e sanità.
Vicenza è la provincia con il maggior numero di denunce totali di infortuni, seguita da Verona, Treviso, Padova, Venezia, Belluno e Rovigo. Inoltre, le denunce di infortunio da parte delle lavoratrici hanno rappresentato una quota significativa, con 5.845 casi rispetto agli 11.350 degli uomini.