Recentemente, notevoli sforzi e finanziamenti sono stati dedicati alla riduzione delle liste d’attesa nel sistema sanitario del Veneto, con risultati significativi come evidenziato da Manuela Lanzarin, assessore regionale alla Sanità. L’assessore ha messo in luce i progressi compiuti nel settore, sottolineando una situazione in miglioramento.
Tuttavia, tali affermazioni non sono state accolte unanimemente. Adriano Filice, segretario generale dello Spi Cgil di Verona, ha espresso perplessità riguardo queste dichiarazioni. Secondo Filice, le esperienze quotidiane dei cittadini non corrispondono a quanto riportato dall’assessore, con continue segnalazioni di servizi non erogati e ritardi nei trattamenti. Molti sono costretti a rivolgersi al settore privato, evidenziando una grave criticità nelle liste d’attesa.
Filice ha anche indicato l’esistenza delle cosiddette liste bloccate e di galleggiamento, dove i cittadini si trovano di fronte a una mancanza di disponibilità immediata e promesse non mantenute di richiamo. Questo scenario si riflette in un aumento costante della spesa per la sanità privata, segno di una crescente insoddisfazione nei confronti del servizio pubblico.
In risposta a queste difficoltà, lo Spi Cgil Verona ha avviato una campagna per la difesa dei diritti dei cittadini, enfatizzando l’importanza di un accesso equo e tempestivo alle cure mediche. La campagna si propone di informare i cittadini sulle differenze tra i vari tipi di liste e sui diritti garantiti dalla legge, in particolare per le persone anziane e i pensionati.
Filice ha evidenziato che, nelle sedi Spi, sono disponibili risorse e moduli per avviare un percorso di tutela legale nel caso di mancate risposte efficaci dal sistema sanitario pubblico. Inoltre, ha invitato i pensionati a sfruttare questi strumenti per far valere i propri diritti e ha sollecitato la Regione Veneto a garantire trasparenza e informazioni corrette sulla situazione sanitaria, puntando a un rafforzamento del sistema sanitario pubblico.