La necessità di un supporto interdisciplinare è stata uno dei temi centrali del convegno, dove psicologi, psicoterapeuti, avvocati e psichiatri hanno sottolineato come il trauma complesso causato dalla violenza intrafamiliare richieda un approccio curativo integrato. Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine regionale, ha evidenziato come questi traumi “interrompono la linea biografica” delle persone, sottolineando l’importanza di un “dispositivo di cura complesso” per ripristinare l’integrità perduta.
L’impatto sulla vita dei minori e la risposta delle istituzioni è stato illustrato da Giuseppe Delmonte, orfano di femminicidio, che ha condiviso la sua esperienza di vuoto istituzionale e la lotta per ottenere supporto. La sua storia evidenzia la necessità di un intervento immediato da parte delle istituzioni per garantire una tutela efficace e tempestiva.
L’importanza del ruolo degli psicologi è stata ulteriormente enfatizzata da Gabriella Scaduto, presidente della Reti di psicologi per i diritti umani, che ha parlato della violenza assistita come una forma di maltrattamento che lascia ferite invisibili ma profonde. La formazione e l’aggiornamento costante dei professionisti nel riconoscere e gestire queste situazioni è stata ritenuta fondamentale.
Supporto legislativo e misure di protezione sono state discusse, evidenziando come esistano leggi e convenzioni internazionali, come la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che promuovono la tutela dei minori. Tuttavia, la realtà dei fatti dimostra che molto resta da fare per implementare efficacemente queste misure, come sottolineato dalla testimonianza di Delmonte riguardo la difficoltà di accedere ai fondi destinati alle famiglie affidatarie.
La prevenzione e il supporto offerti dai centri antiviolenza sono stati riconosciuti come strumentali nella lotta contro il femminicidio. Nel 2023, il centro antiviolenza di Verona “Petra” ha seguito centinaia di donne, aiutandole a costruire percorsi di uscita dalla violenza. Questo dimostra l’importanza di un’azione preventiva e di supporto mirato per proteggere le vittime e i loro figli dalla violenza domestica.
In conclusione, il convegno ha evidenziato la necessità imperativa di un intervento immediato e coordinato per la tutela degli orfani di femminicidio, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra professionisti, legislazione adeguata e supporto psicologico. Il diritto di questi bambini a una vita libera dalla violenza e dal trauma deve essere una priorità assoluta.