Gruppi di cittadini e autorità locali hanno espresso fermamente la loro opposizione alla proposta di istituire siti di smaltimento per l’amianto nelle aree di Caluri e Ca’ Balestra, rivolgendo direttamente le loro preoccupazioni al governatore Luca Zaia mediante una missiva.
La città di Mozzecane, vicina alla proposta di sito a Caluri, ha ufficializzato la sua contrarietà attraverso uno dei numerosi documenti presentati alla Regione Veneto, sottolineando la richiesta di rifiuto della nuova discarica. Il Partito Democratico ha sottolineato l’opposizione dell’Ulss 9 Scaligera, confermando la resistenza alla realizzazione della discarica. Questo impegno diretto verso il presidente Zaia evidenzia la mobilitazione comunitaria.
Il Comune di Mozzecane, insieme alla precedente opposizione di Villafranca, ha manifestato una decisa opposizione all’iniziativa, consolidando questa posizione con un documento ufficiale inviato alla sede del governo regionale a Venezia, avversando così il progetto di Caluri. Un sentimento simile verrà presto espresso contro il progetto di Ca’ Balestra, situato a Valeggio sul Mincio, dimostrando un’ampia resistenza che include enti locali, gruppi ambientalisti e settore agricolo.
Una mozione urgente è stata proposta dal Partito Democratico, tramite Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, al consiglio regionale, con l’intento di ristabilire nel piano di gestione dei rifiuti regionali il divieto di costruire discariche di amianto vicino alle aree di ricarica delle acque sotterranee. La mozione si basa anche sul parere negativo dell’Ulss 9 Scaligera riguardo al sito di Caluri, che, data la presenza di questioni irrisolte e incertezze, rende impossibile un parere favorevole da parte loro, adottando una prospettiva precauzionale.
I consiglieri hanno messo in evidenza due principali fonti di preoccupazione: la prossimità degli impianti ai centri abitati e il rischio ambientale legato alla contaminazione e dispersione nell’aria delle fibre di amianto. Queste preoccupazioni sono state riconfermate dall’Ulss 9 Scaligera, la quale ha sottolineato la necessità di ulteriori studi sulla distanza dei siti proposti rispetto alle comunità locali e sui potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente, segnalando anche il rischio di compromissione dei terreni e delle falde acquifere.
Zanoni e Bigon hanno enfatizzato l’importanza che la Regione non trascuri questi pareri e consideri azioni concrete per interrompere i progetti di discarica. In un gesto di impegno civico, i comitati anti-discarica di Ca’ Balestra e il comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute di Villafranca hanno incontrato il presidente Zaia e l’assessore all’ambiente Gianpaolo Bottacin il 19 febbraio, offrendo prodotti agricoli locali e materiali informativi sul valore del territorio, oltre a rinnovare le loro preoccupazioni sulle proposte di discarica.
La risposta di Zaia ha incluso la promessa di coinvolgere i comitati in future discussioni ambientali, pur notando che la Veneto è l’unica regione senza discariche di amianto, una circostanza che non giustifica automaticamente la loro realizzazione in zone sensibili. I comitati hanno risposto evidenziando la criticità delle deroghe che permetterebbero l’istituzione di discariche in aree protette idricamente, sottolineando la necessità di evitare scelte che possano danneggiare tali ecosistemi delicati.