La regione Veneto intraprende un’importante riforma del sistema educativo in risposta al declino demografico. La strategia comprende la fusione di alcuni istituti e la riduzione dei dirigenti scolastici, in particolare a Verona, dove verranno eliminati quattro posti di dirigente, contribuendo alla diminuzione totale di 32 dirigenti in tutta la regione.
Elena Donazzan, Assessore Regionale all’Istruzione, sottolinea che il piano punta a ottimizzare la rete scolastica. L’obiettivo è garantire dimensioni sostenibili e stabili per le scuole nei prossimi anni. Questa riorganizzazione non è vista come un limite, ma come un miglioramento dell’offerta formativa.
La regione Veneto, con un ruolo significativo nel dibattito nazionale, si è concentrata sulla razionalizzazione dei ruoli di gestione e amministrativi nelle scuole. Tale approccio consente l’autonomia regionale nel mantenere punti di erogazione del servizio in zone meno accessibili. Ad esempio, la regione ha mantenuto l’autonomia di una scuola a Forno di Zoldo con solo 160 studenti, tenendo conto anche delle esigenze specifiche espresse dalla provincia di Rovigo, assicurando che i nuovi dirigenti delle scuole accorpate prestino ugualmente attenzione a tutti i plessi affiliati.
Donazzan esprime soddisfazione per l’approvazione, da parte del governo regionale, di un decreto sul dimensionamento della rete scolastica per l’anno accademico 2024/2025. Questa decisione segue le linee guida stabilite dalla pianificazione regionale per l’offerta formativa e la struttura della rete scolastica, sviluppata in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.
La ristrutturazione è una risposta al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), volto al contenimento della spesa. Il Ministero dell’Istruzione, in accordo con il Ministero dell’Economia, ha decretato una riduzione nel numero delle entità scolastiche autonome in Veneto da 592 a 560 per l’anno scolastico 2024-2025, che scenderanno ulteriormente a 556 nel 2025/2026 e a 550 nel 2026/2027.
Donazzan spiega che l’obiettivo primario è ottimizzare la rete scolastica per assicurare continuità e stabilità a lungo termine, considerando sfide specifiche territoriali, ambientali, sociali ed economiche. Da luglio, sono in corso sforzi per sviluppare un piano equilibrato che razionalizzi e organizzi i poli scolastici, garantendo un uso efficiente delle risorse e mantenendo elevati standard nelle offerte formative e nelle strutture.
Il piano bilancia l’interesse pubblico e l’efficienza della rete, considerando condizioni geografiche uniche o difficoltà di trasporto. Questo piano di “dimensionamento leggero” si basa su sforzi precedenti dal 2010-2011, che hanno visto fusioni di scuole di successo e dialoghi con le comunità locali, risultando in una riduzione di solo 32 autonomie in Veneto.
In totale, la regione vedrà una diminuzione di 32 dirigenti scolastici, inclusi quattro nella provincia di Verona. Importante notare che questo cambiamento non comporta la chiusura di scuole né impatti sul personale docente, ma si allinea con le tendenze demografiche che mostrano una diminuzione del numero di studenti.
Il decreto approvato comprende tre documenti chiave: operazioni proposte dagli Enti Locali che impattano sulle posizioni dei dirigenti; operazioni proposte dagli Enti Locali che influenzano il numero dei dirigenti; e operazioni sussidiarie che impattano sulle posizioni dei dirigenti seguendo