Il panorama lavorativo del Veneto, nel 2023, ha mostrato una resilienza notevole, in parte grazie all’estensione della stagione estiva. Secondo l’analisi più recente del monitoraggio La Bussola, il mercato del lavoro nella regione ha evidenziato una sostenuta attività occupazionale anche in ottobre. Nonostante una riduzione di 17.800 posti, il bilancio è più favorevole rispetto agli anni passati. L’impiego totale nel 2023 ha segnato un incremento di 57.200 posizioni, superando le cifre degli anni precedenti, e le assunzioni tra gennaio e ottobre hanno raggiunto il picco quinquennale di 546.000. Si nota una tendenza crescente nelle assunzioni part-time, in particolare tra le donne, e una diminuzione nelle dimissioni.
L’anno ha visto un aumento significativo dei contratti a tempo indeterminato e una performance migliore del lavoro a tempo determinato rispetto al 2022. Tuttavia, l’apprendistato ha mostrato un trend negativo, parzialmente mitigato dall’aumento delle conferme dei contratti esistenti. Dal punto di vista geografico, quasi tutte le province venete hanno registrato una crescita occupazionale, con l’eccezione di Belluno. Verona e Venezia si sono distinte per il maggiore aumento di posti di lavoro e una domanda di lavoro più forte.
Settorialmente, il terziario ha guidato la crescita, in particolare nel turismo e nel commercio, mentre si osservano cali nei settori della logistica, dei servizi informatici e delle attività immobiliari. L’industria, pur in espansione, ha mostrato un rallentamento rispetto agli anni precedenti. Il settore primario, invece, ha registrato un saldo occupazionale positivo. Le statistiche riguardanti la disoccupazione sono rimaste stabili, con un leggero aumento tra gli uomini, gli stranieri e gli over 55, mentre gli inoccupati sono in diminuzione.