Vendemmia nell’est veronese: la Guardia di Finanza scopre diversi lavoratori in nero

L'intensificazione dei controlli della guardia di finanza rivela decine di lavoratori impiegati illegalmente, incluso un numero significativo di migranti clandestini.

Guardia di finanza

La recente operazione di intensificazione dei controlli da parte della compagnia di Soave nell’Est veronese ha portato alla scoperta di numerose irregolarità nell’impiego di lavoratori nella raccolta dell’uva. Questi controlli, condotti dai finanzieri del Comando provinciale di Verona, sono stati mirati a contrastare il fenomeno del lavoro nero e irregolare, il quale non solo danneggia i lavoratori dal punto di vista economico e previdenziale, ma aumenta anche i rischi legati alla loro sicurezza.

Durante le normali attività di polizia economico-finanziaria nell’Est veronese, i militari della compagnia di Soave hanno eseguito numerosi controlli nel settore agricolo, identificando decine di braccianti impiegati in modo irregolare nella vendemmia e segnalando violazioni di natura previdenziale e fiscale.

In particolare, tra i lavoratori sottoposti a verifica, oltre il 50% (36 persone) operava completamente in nero, di cui 12 risultavano essere addirittura clandestini. Questi casi hanno portato all’avvio delle procedure di regolarizzazione sul territorio nazionale in qualità di richiedenti asilo politico, in collaborazione con le autorità competenti.

Nel frattempo, è stata presentata alla Direzione Provinciale del Lavoro una proposta di sospensione delle attività, poiché più del 10% dei lavoratori impiegati non aveva comunicato preventivamente l’avvio del rapporto di lavoro.

Dal gennaio di quest’anno, il Comando provinciale della guardia di finanza di Verona ha individuato complessivamente 827 persone impiegate in violazione della normativa sul lavoro, di cui 361 in nero e 466 in situazioni irregolari. Sono state anche applicate sanzioni a 121 datori di lavoro.

È importante sottolineare che il lavoro nero non solo mina la sicurezza sul posto di lavoro, ma contribuisce anche all’evasione fiscale, riducendo le risorse disponibili per i servizi pubblici, tra cui quelli sanitari. Il coordinatore della Uil Veneto-Verona, Giuseppe Bozzini, ha commentato questa situazione di illegalità, sottolineando l’importanza di combattere il lavoro nero per costruire un Paese giusto, soprattutto per le generazioni future.

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